La guerra in Ucraina al We Make Future, 'lavoriamo tra le bombe'
Malitskaya: la nostra comunità tecnologica è molto avanzata
“In Ucraina sentiamo il suono dei raid aerei ogni mattina, ma continuiamo ad andare a lavorare lo stesso”. Così Elena Malitskaya, ceo di Ise corporate accelerator ha aperto il suo discorso dal palco del Wmf- We Make Future in corso alla fiera di Rimini fino al 17 giugno. “Stiamo cercando di combattere per il futuro, per la nostra democrazia”, ha continuato Malitskaya. In questo, la tecnologia ha un ruolo fondamentale. “Non è molto risaputo, ma in Ucraina la comunità tecnologica è molto sviluppata, soprattutto in ambito cyber. Ci sono diverse piattaforme che aiutano i cittadini a vivere in un territorio in guerra”, ha sottolineato. “La tecnologia serve per salvare, non per distruggere”, ha ripetuto più volte durante il suo intervento.
Anche dal punto di vista burocratico, Malitskaya ha sottolineato come attraverso i dispositivi elettronici è molto più semplice di un tempo archiviare e portare con sé documenti di coloro che intendono andare via da territori martoriati o di chi fugge dalla devastazione in modo da continuare a svolgere le proprie attività altrove. In Ucraina si cerca, per quanto possibile, di continuare ad avere una vita attiva, anche sui social network, ha spiegato. “L’Ucraina ha 50 milioni di persone, forse ora sono diventate 40, che vivono ancora lì, continuano ad organizzarsi e a creare eventi. Spesso nei bunker, ma è anche quello un modo per andare avanti, per guardare al futuro, è un modo per capire che siamo anche responsabili di come vogliamo vedere il domani”, ha detto.
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