“La Mandragola”: Stivalaccio Teatro porta a Novafeltria la “commedia perfetta”
Venerdì 16 gennaio Stivalaccio Teatro reinterpreta Machiavelli nel segno della Commedia dell’Arte
Venerdì 16 gennaio alle ore 21, al Teatro Sociale di Novafeltria arriva in scena La Mandragola, uno dei capolavori della letteratura teatrale italiana, riletta e reinventata da Stivalaccio Teatro attraverso il grande gioco della Commedia dell’Arte. Maschere, duelli, canti e un ritmo travolgente danno vita a uno spettacolo che unisce comicità popolare e profondità di pensiero.
La trama comincia con l’ossessione del vecchio e avido Messer Nicia per l’ avere un figlio che possa portare avanti il nome della famiglia. Non si dà pace: è disposto a tutto pur di avere un erede. Ma non al punto di dover morire. Se però a sacrificarsi può essere qualcun altro, tutto cambia. Ha così inizio una beffa in cui chi si crede furbo sarà gabbato da chi lo è davvero.
"La Mandragola" è definita da molti la "commedia perfetta". In effetti, è la più famosa e imitata commedia del Rinascimento. Machiavelli ci regala un'opera unica, in cui lo stile alto dell'Umanesimo e quello basso del patrimonio popolare si mescolano alla perfezione. Un'operazione talmente riuscita da risultare, appunto, "perfetta", e da considerarsi di diritto un classico della nostra letteratura.
Nonostante l’apparente leggerezza della materia, Machiavelli cela nelle sue parole una feroce denuncia dell’ipocrisia della chiesa rinascimentale e mette in discussione i valori familiari e morali del suo tempo. Ne nasce un riso amaro, capace di divertire e al contempo far riflettere.
La regia e il canovaccio sono firmati da Michele Mori, che guida una compagnia giovane affiatata e virtuosa nel restituire tutta l’attualità e la potenza satirica del testo.
In scena: Pierdomenico Simone, Francesco Lunardi, Francesca Boldrini, Daniela Piccolo, Elia Zanella; scenografia e attrezzeria Alvise Romanzini; costumi Licia Lucchese
disegno luci Matteo Pozzobon; maschere Stefano Perocco di Meduna, Tullia Dalle Carbonare; coreografie acrobatiche Giulia Staccioli; arrangiamenti musicali Pierdomenico Simone. La produzione è di Stivalaccio Teatro, una delle realtà più riconosciute nel panorama del teatro popolare contemporaneo. La compagnia, fondata a Vicenza, è ospite dei principali festival e teatri nazionali e internazionali, riportando in scena maschere e archetipi della tradizione con una sensibilità attuale, capace di dialogare con il pubblico di oggi. Fra i riconoscimenti: nel 2023, la compagnia riceve il premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro, come riconoscimento per il lavoro sul teatro popolare, la commedia dell'arte, il teatro ragazzi e l'arte di strada. A febbraio 2024 la compagnia è scelta da Teatro Stabile del Veneto per esibirsi sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia nella settimana di celebrazione del carnevale. Con lo stesso spettacolo Stivalaccio Teatro è ospite al Théâtre Hébertot di Parigi il 25 e 26 marzo 2024, per due giornate di eventi in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura a Parigi e la Sorbonne Université.
Stivalaccio Teatro è stato nominato al Premio Ubu 2024 nella categoria Premi Speciali per il significativo lavoro di rivitalizzazione e reinvenzione della tradizione della commedia dell’arte e delle forme popolari del teatro.
Dopo lo spettacolo: Dialogo con la Compagnia a cura dei Direttori Artistici della Stagione Teatrale 2026 “Del mio ultimo amore”.
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