“La Mandragola”: Stivalaccio Teatro porta a Novafeltria la “commedia perfetta”

Venerdì 16 gennaio Stivalaccio Teatro reinterpreta Machiavelli nel segno della Commedia dell’Arte

A cura di Grazia Antonioli Redazione
12 gennaio 2026 10:11
“La Mandragola”: Stivalaccio Teatro porta a Novafeltria la “commedia perfetta” -
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Venerdì 16 gennaio alle ore 21, al Teatro Sociale di Novafeltria arriva in scena La Mandragola, uno dei capolavori della letteratura teatrale italiana, riletta e reinventata da Stivalaccio Teatro attraverso il grande gioco della Commedia dell’Arte. Maschere, duelli, canti e un ritmo travolgente danno vita a uno spettacolo che unisce comicità popolare e profondità di pensiero.

La trama comincia con l’ossessione del vecchio e avido Messer Nicia per l’ avere un figlio che possa portare avanti il nome della famiglia. Non si dà pace: è disposto a tutto pur di avere un erede. Ma non al punto di dover morire. Se però a sacrificarsi può essere qualcun altro, tutto cambia. Ha così inizio una beffa in cui chi si crede furbo sarà gabbato da chi lo è davvero.

"La Mandragola" è definita da molti la "commedia perfetta". In effetti, è la più famosa e imitata commedia del Rinascimento. Machiavelli ci regala un'opera unica, in cui lo stile alto dell'Umanesimo e quello basso del patrimonio popolare si mescolano alla perfezione. Un'operazione talmente riuscita da risultare, appunto, "perfetta", e da considerarsi di diritto un classico della nostra letteratura.

Nonostante l’apparente leggerezza della materia, Machiavelli cela nelle sue parole una feroce denuncia dell’ipocrisia della chiesa rinascimentale e mette in discussione i valori familiari e morali del suo tempo. Ne nasce un riso amaro, capace di divertire e al contempo far riflettere.

La regia e il canovaccio sono firmati da Michele Mori, che guida una compagnia giovane affiatata e virtuosa nel restituire tutta l’attualità e la potenza satirica del testo.

In scena: Pierdomenico Simone, Francesco Lunardi, Francesca Boldrini, Daniela Piccolo, Elia Zanella; scenografia e attrezzeria Alvise Romanzini; costumi Licia Lucchese

disegno luci Matteo Pozzobon; maschere Stefano Perocco di Meduna, Tullia Dalle Carbonare; coreografie acrobatiche Giulia Staccioli; arrangiamenti musicali Pierdomenico Simone. La produzione è di Stivalaccio Teatro, una delle realtà più riconosciute nel panorama del teatro popolare contemporaneo. La compagnia, fondata a Vicenza, è ospite dei principali festival e teatri nazionali e internazionali, riportando in scena maschere e archetipi della tradizione con una sensibilità attuale, capace di dialogare con il pubblico di oggi. Fra i riconoscimenti: nel 2023, la compagnia riceve il premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro, come riconoscimento per il lavoro sul teatro popolare, la commedia dell'arte, il teatro ragazzi e l'arte di strada. A febbraio 2024 la compagnia è scelta da Teatro Stabile del Veneto per esibirsi sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia nella settimana di celebrazione del carnevale. Con lo stesso spettacolo Stivalaccio Teatro è ospite al Théâtre Hébertot di Parigi il 25 e 26 marzo 2024, per due giornate di eventi in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura a Parigi e la Sorbonne Université.

Stivalaccio Teatro è stato nominato al Premio Ubu 2024 nella categoria Premi Speciali per il significativo lavoro di rivitalizzazione e reinvenzione della tradizione della commedia dell’arte e delle forme popolari del teatro.

Dopo lo spettacolo: Dialogo con la Compagnia a cura dei Direttori Artistici della Stagione Teatrale 2026 “Del mio ultimo amore”.

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