La skipper riminese Lola Fabbri nel caos della Flotilla: "Aggrediti in acque europee"

"Trattati come ostaggi davanti alle coste dell’Europa"

03 maggio 2026 07:33
La skipper riminese Lola Fabbri nel caos della Flotilla: "Aggrediti in acque europee" -
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Notte di tensione nel Mediterraneo per la skipper riminese Lola Fabbri, impegnata nella missione umanitaria della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. L’attivista, a bordo di una delle imbarcazioni non intercettate, racconta momenti di paura e caos al largo delle coste greche.

Secondo la sua testimonianza, parte della flottiglia è stata fermata in mare da unità militari: circa 175 attivisti sarebbero stati bloccati e trattenuti. «Eravamo diretti verso una sosta tecnica quando sono iniziate le interferenze alle comunicazioni e abbiamo capito che le barche davanti venivano circondate», spiega Fabbri. In cielo droni di sorveglianza, in acqua gommoni e navi: «Siamo rimasti scioccati, non ci aspettavamo una situazione simile davanti all’Europa».

Ore di apprensione anche per l’equipaggio riminese, rimasto operativo tutta la notte tra turni di guardia e difficoltà tecniche al motore. «Abbiamo seguito le procedure di sicurezza e cercato di raggiungere al più presto acque territoriali greche», racconta.

Dalle prime informazioni, gli attivisti fermati sarebbero stati trasferiti con la forza e intimiditi anche con l’uso di proiettili di gomma. «Un atteggiamento aggressivo e inaccettabile», commenta la skipper, che denuncia: «Pensare di poter essere fermati e presi in ostaggio in queste acque è qualcosa che non può essere tollerato».

Ora l’imbarcazione su cui viaggia Fabbri si trova a sud di Creta per una sosta tecnica. Da Rimini, intanto, cresce l’attenzione sulla vicenda. «È il momento di mobilitarsi e difendere i diritti umani», l’appello della skipper.

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