L'arco che cambiò il volto di Santarcangelo: fu edificato in omaggio ad un'importante autorità religiosa

Scopri l’Arco Ganganelli di Santarcangelo: omaggio a Papa Clemente XIV, storia e una curiosità dimenticata che sorprende i visitatori.

A cura di Redazione
30 agosto 2025 10:00
L'arco che cambiò il volto di Santarcangelo: fu edificato in omaggio ad un'importante autorità religiosa - Foto: Renardo la vulpo/Wikipedia
Foto: Renardo la vulpo/Wikipedia
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Nel cuore di Santarcangelo di Romagna, lungo l’antica Via Emilia, si erge maestoso l’Arco Ganganelli, un’opera che non smette di stupire chi la osserva per la prima volta. Questo monumento, eretto alla fine del Settecento, celebra uno degli eventi più significativi della storia cittadina: l’elezione al soglio pontificio di Lorenzo Ganganelli, figlio illustre della cittadina romagnola, che nel 1769 divenne Papa Clemente XIV. L’arco, pur riprendendo la tipologia classica dei trionfi romani, non nacque per celebrare una vittoria militare ma come atto di gratitudine collettiva: l’intera comunità volle immortalare il successo del proprio concittadino che, da umili origini, era salito al trono di San Pietro.

La storia di un arco trionfale fuori dal tempo

I lavori per l’Arco Ganganelli iniziarono nel 1772 e si conclusero cinque anni dopo, nel 1777. L’opera fu affidata a Cosimo Morelli, architetto marchigiano celebre per i suoi progetti neoclassici diffusi tra le Marche, l’Umbria e la Romagna. La sua visione fu quella di creare un punto di accesso monumentale alla città, capace di unire funzionalità e rappresentanza. Con i suoi 19 metri di altezza, l’arco svetta ancora oggi come portale simbolico fra la città storica e il mondo esterno, segnando un confine tra la vita cittadina e la grande arteria di traffico che fu la Via Emilia.

Costruito in mattoni e pietra locale, l’arco si distingue per la sobrietà elegante delle sue linee, in cui l’eco dei modelli classici si fonde con la sobria monumentalità tipica dell’architettura papalina del tempo. Sul prospetto principale campeggiano iscrizioni commemorative e stemmi pontifici, pensati per celebrare l’ascesa al pontificato di Clemente XIV e per rendere immediatamente riconoscibile il legame fra l’opera e il suo dedicatario. Eppure, nonostante la magnificenza dell’insieme, l’arco nasconde un dettaglio sorprendente: il progetto originario prevedeva la collocazione, sulla sommità, di una statua del pontefice. Questa non fu mai realizzata a causa delle difficoltà economiche e delle mutate condizioni politiche del tempo, lasciando l’opera volutamente “incompiuta”, una caratteristica che oggi accresce il suo fascino.

Curiosità

Una delle curiosità più intriganti dell’Arco Ganganelli riguarda la sua doppia facciata. A differenza di molti archi trionfali dell’epoca, progettati per essere simmetrici, questo monumento presenta due lati completamente diversi: quello rivolto verso l’interno del borgo è riccamente decorato, con stucchi, iscrizioni e stemmi papali che celebrano la gloria del pontefice; quello opposto, affacciato sulla campagna e sul percorso della Via Emilia, appare invece molto più sobrio e spoglio. Questa asimmetria architettonica ha dato vita, nei secoli, a varie interpretazioni popolari: c’è chi vi ha letto un simbolo di modestia, chi una scelta legata alle finanze dell’epoca, e chi addirittura un messaggio rivolto ai viaggiatori in entrata e in uscita dalla città.

La spiegazione storica, però, è più pragmatica: il lato decorato era destinato ad accogliere i cortei papali e le celebrazioni civiche, mentre quello esterno aveva la semplice funzione di uscita verso la campagna.

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