“Lettere a Bernini”: il duello tra due geni del Barocco in scena a Rimini

Uno spettacolo in cui Bernini affronta il ricordo del rivale Borromini, tra passioni, tensioni e riconoscimento reciproco del talento

A cura di Grazia Antonioli Redazione
31 marzo 2026 12:02
“Lettere a Bernini”: il duello tra due geni del Barocco in scena a Rimini - Ph Fedrigoli
Ph Fedrigoli
Condividi

La storica rivalità tra due tra due geni dell’arte di tutti i tempi rivive in Lettere a Bernini, monologo scritto da Marco Martinelli/ Albe e interpretato da Marco Cacciola, in scena giovedì 2 aprile al Teatro Galli (ore 21).

La drammaturgia di Martinelli si sviluppa in una sola giornata, il 3 agosto 1667. In scena, nel suo studio di scultore, pittore e architetto, il vecchio Gian Lorenzo Bernini, la massima autorità artistica della Roma barocca, è infuriato con Francesca Bresciani, intagliatrice di lapislazzuli che ha lavorato per lui nella Fabbrica di San Pietro e che ora lo accusa, di fronte ai cardinali, di non pagarle il giusto prezzo per il suo lavoro.

Nell’infuriarsi con la donna, Bernini evoca l’ombra dell'odiato rivale, Francesco Borromini, il geniale architetto ticinese. Un’evocazione ‘in absentia’, al pari di quelle dei suoi allievi, ai quali Bernini si rivolge, discutendo con loro, mettendoli in posa, facendoli recitare nelle commedie da lui scritte e dirette, perché imparino a incarnare gli ‘affetti’, i sentimenti che dovranno trasferire nel marmo.


Quando, poi, giungerà la notizia inaspettata del suicidio di Borromini, la furia cederà il passo alla pietas: per la tremenda depressione che aveva colpito il rivale in quegli ultimi anni e, al contempo, per l’incessante guerra che gli artisti si fanno, tutti contro tutti. Travolto da quella pietas, Bernini giungerà a riconsiderare l’opera del collega, riconoscendone l’alto valore. Chi può comprendere fino in fondo la grandezza di un artista? Il suo rivale. Il suo avversario. Il suo simile.


Attraverso una drammaturgia in cui la voce monologante dell’attore e quella di Bernini si rincorrono e sovrappongono senza soluzione di continuità a generare sulla scena, come scolpendo nel vuoto, presenze, figure e ricordi, l’opera di Martinelli ci mostra un Seicento che parla di noi, sospeso tra il secolo della Scienza nuova e l’attuale imbarbarimento, sempre più incombente.

Lo spettacolo sarà audiodescritto per coloro che partecipano al progetto Teatro No Limits, realizzato in collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì, che che offre la possibilità anche ai non vedenti e agli ipovedenti di poter godere appieno delle emozioni di uno spettacolo dal vivo.

Lettere a Bernini, inserito nel turno D, chiude la Stagione di prosa 2025-26 del Teatro, che dalla fine di ottobre ha accompagnato gli spettatori attraverso un percorso ricco di voci differenti, che ha attinto al classico ma con una grande attenzione al contemporaneo, tra ironia, ombre e riflessioni.

Info: teatrogalli.it/eventonew/lettere-bernini

Biglietti: www.vivaticket.com/it/ticket/marco-martinelli-albe-lettere-a-bernini/289360

La biglietteria del Teatro Galli è aperta martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 10 alle 14 e giovedì dalle ore 15 alle 19 (tel. 0541.793811 –[email protected]).

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail