Lo scatto in mezzo alla strada racconta la crisi: “Non so quando riapriamo”

Lo sfogo del ristoratore bellariese evidenzia l’incertezza dei tempi dei cantieri su viale Pinzon e il danno all’economia locale

A cura di Grazia Antonioli Redazione
13 febbraio 2026 11:28
Lo scatto in mezzo alla strada racconta la crisi: “Non so quando riapriamo” -
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Nicola Calò, titolare di ristoranti a Bellaria e Santarcangelo, denuncia i pesanti disagi causati dai lavori sul lungomare Pinzon. Il cantiere, aperto da settembre, ha di fatto paralizzato l’asse principale, penalizzando attività commerciali e famiglie. Calò sottolinea l’incertezza sui tempi di riapertura e la mancanza di comunicazione da parte del Comune, che rende impossibile programmare le riaperture.

La nota di Nicola Calò

Una foto in mezzo alla strada, sotto la pioggia, per raccontare “la tristezza assoluta” di un viale svuotato e di un’economia che rischia la paralisi. Nicola Calò - socio titolare dei ristoranti “Bell’aria” e “Alice” sul lungomare Pinzon a Bellaria e da qualche mese titolare della Trattoria “Il Brigante” a Santarcangelo - lancia un duro affondo contro i lavori pubblici sul lungomare Pinzon che - denuncia - hanno “di fatto chiuso” l’asse principale della località penalizzando in maniera pesante decine di attività e famiglie. “Ogni giorno - racconta - mi chiedono: quando aprite il Bell’aria? Quando aprite Alice? Ma io non so cosa rispondere perchè nessuno ci dice nulla sui tempi dei cantieri e questa incertezza sulla viabilità rende impossibile programmare ogni ripartenza”. Calò parla di un cantiere aperto “da settembre” e di una riapertura che “non si sa se arriverà dopo Pasqua”, con conseguenze che travalicano la singola impresa: tabaccherie, farmacie, bar, pasticcerie e altri ristoranti, sostiene, “sono finiti nella stessa spirale”. Nel mirino anche i rapporti con gli enti: “Il Comune scrive PEC per chiedere Tari, tassa sulle affissioni, suolo pubblico. Ma non chiama per chiedere se hai bisogno di qualcosa”, dice, descrivendo un clima di “silenzio e imbarazzo” che frena molte attività dal denunciare apertamente. Il collegamento con Santarcangelo, chiarisce, non è un dettaglio: da qualche mese Calò è neo titolare della trattoria Il Brigante e rivendica che proprio quella scelta ha evitato il tracollo. “Grazie all’apertura di Santarcangelo - dice - siamo riusciti a dare continuità alle nostre imprese e a garantire uno stipendio a una decina di famiglie. Se fosse stato per Bellaria oggi 10 famiglie sarebbero rimaste senza lavoro”. Un’accusa netta, infine, sul corto circuito turistico: “Con i ristoranti chiusi e i servizi ridotti, anche gli albergatori – denuncia – non sanno dove indirizzare i clienti, come avvenuto nell’ultima edizione del Sigep, dove in tanti sono stati costretti ad allontanarsi da Bellaria per mangiare qualcosa”.

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