Lola Fabbri: "Ecco cosa abbiamo subito nella Flotilla". Mercoledì l’incontro a Rimini
L'attivista riminese: "Violenza sistemica, lo abbiamo visto sulla nostra pelle"
Casa Madiba Network, Non Una di Meno Rimini e il coordinamento Rimini con Gaza promuovono per mercoledì 27 maggio alle 18.30 un incontro pubblico dedicato alle testimonianze della seconda missione della Global Sumud Flotilla, la campagna internazionale che nelle scorse settimane ha tentato di raggiungere Gaza via mare con un convoglio civile.
Ospite dell’appuntamento sarà Lola Fabbri, attivista riminese che ha preso parte alla missione e che, insieme alle altre e agli altri partecipanti, è rientrata dopo essere stata bloccata e arrestata in acque internazionali dalle forze israeliane. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni promotrici, i racconti delle attiviste e degli attivisti denunciano un trattamento brutale durante l’abbordaggio e la detenzione, con episodi di violenza fisica, percosse, abusi – anche di natura sessuale – e l’utilizzo di cosiddette “panic room”.
Per i collettivi che organizzano l’incontro, queste testimonianze rappresentano “l’ennesima azione della società civile che smaschera ciò che i governi non affrontano”, ovvero – secondo la loro posizione – “la violenza sistemica esercitata dallo Stato di Israele”. Le violenze denunciate dalle attiviste della Flotilla, sostengono ancora le realtà promotrici, sarebbero “solo la punta dell’iceberg rispetto alla quotidianità vissuta dalla popolazione palestinese”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di mobilitazione cittadina che da mesi coinvolge diverse realtà riminesi e che guarda alla prossima edizione del Festival “Al Miftah”. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire un’elaborazione collettiva della violenza e rilanciare forme di pressione dal basso, come campagne di boicottaggio e richieste di sanzioni contro “l’entità sionista”, secondo la definizione utilizzata dagli organizzatori.
L’incontro con Lola Fabbri si svolgerà all’interno della mostra mercato “I e le custodə del cibo”, negli spazi di Casa Madiba, dove dalle 18.30 sarà attiva anche la pizzeria sociale.
Le realtà promotrici ribadiscono il loro messaggio politico con un appello che accompagna l’iniziativa: “Palestina libera”.
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