Matu Mati, il chitarrista di Manu Chao arriva a Cattolica
Doppio appuntamento tra Longiano e Cattolica per l'artista argentino, con due serate dedicate alla cumbia e ai ritmi latino-americani
Due serate in Romagna per Matu Mati, il progetto musicale dell'argentino Matías Giliberto, chitarrista di Manu Chao e artista capace di mescolare cumbia, musica popolare e sonorità latino-americane. L'appuntamento è per giovedì 8 ottobre a Longiano e venerdì 9 ottobre a Cattolica, con ingresso libero.
La prima serata sarà domani alle 20.45 alla Falegnameria Cocktail Bar di piazza Malatestiana, dove andrà in scena "Cumbia al Castello". Il giorno successivo, venerdì 9 ottobre alle 21.30, Matu Mati si sposterà all'Arno Cafè di via Fiume 6, nel cuore di Cattolica. Reduce dal tour mondiale al fianco di Manu Chao, Giliberto porta sui palchi un progetto costruito attorno alla cumbia, definita dall'artista la forza trainante della propria musica. Un universo nel quale confluiscono cumbia latino-americana, bombo en negra, sabrosura e canzone popolare, in un intreccio di stili che Matu Mati descrive come "musica ad alta velocità".
Nato a Rosario, in Argentina, e da alcuni anni residente a Barcellona, Giliberto collabora con Rumbakana e ha sviluppato il progetto Matu Mati come spazio di sperimentazione e contaminazione. La sua esperienza al fianco di Manu Chao lo ha portato sui palchi di Europa e America Latina, alimentando una ricerca musicale legata anche agli incontri, ai viaggi e alle esperienze raccolte lungo il percorso. Nella sua musica la cumbia diventa anche un modo per raccontare la realtà. Storie di quartiere e di vicinato, viaggi e memoria si intrecciano con ritmi pensati per coinvolgere il pubblico e trasformare la dimensione del concerto in un momento di condivisione. Per Matu Mati la musica è inoltre uno strumento di resistenza e di riscatto sociale, capace di mettere in discussione le barriere e raccontare il quotidiano attraverso una prospettiva personale. Un percorso nato fin da giovane, quando Giliberto ha iniziato a sperimentare e fondere generi differenti, mantenendo una ricerca costante di nuove forme espressive.
22.9°