Maxi avvistamento di delfini al largo di Rimini, presenti anche cuccioli: “Gruppo residente e in salute”

L’attività rientra nel terzo anno di monitoraggio del progetto europeo Promed

A cura di Redazione Redazione
18 giugno 2026 17:15
Maxi avvistamento di delfini al largo di Rimini, presenti anche cuccioli: “Gruppo residente e in salute” -
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Maxi avvistamento di delfini al largo della costa romagnola, tra Rimini e Cattolica, durante una nuova uscita in mare del progetto di ricerca Delfini Metropolitani-Adriatico.Sono almeno una ventina gli esemplari intercettati attorno a due pescherecci dal team scientifico, che ha registrato anche la presenza di diversi tursiopi in mare aperto e di alcuni cuccioli, elemento ritenuto particolarmente significativo per lo stato di salute della popolazione.L’attività rientra nel terzo anno di monitoraggio del progetto europeo Promed, finalizzato allo studio della presenza dei cetacei e degli effetti del riscaldamento globale sull’ecosistema marino adriatico.Nei primi due anni, il gruppo di ricerca dell’Alto Adriatico – composto da operatori di Acquario di Cattolica, Oltremare e Gruppo Costa Edutainment, coordinati dall’Acquario di Genova – ha foto-identificato 59 esemplari di tursiope.“Le ipotesi di partenza erano verificare se il tursiope fosse una presenza residente e se vi fosse un’associazione stabile con l’attività di pesca. Le risposte, finora, sono entrambe positive”, ha spiegato il biologo marino e coordinatore scientifico Stefano Furlati.Secondo i ricercatori, i delfini monitorati costituiscono un’“unità residente” in grado di sfruttare le attività di pesca a strascico dedicate al pesce azzurro, senza interferire con il fondale.“La presenza numerosa di piccoli ci permette di parlare di un’unità geografica in salute”, ha aggiunto Furlati.Le immagini delle pinne dorsali e i dati acustici raccolti vengono inseriti in un database trans-mediterraneo, utile per analizzare distribuzione, abitudini e possibili cambiamenti legati al riscaldamento globale. A fine stagione i dati verranno confrontati con quelli raccolti sul versante balcanico dell’Adriatico, per approfondire le dinamiche del gruppo e la relazione tra segnali acustici e riconoscimento fotografico.

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