Maxi operazione della Polizia: 20 arresti e 52 denunce nel riminese
Controllate quasi 3.800 persone e oltre mille veicoli. Nel mirino le aree della movida e i luoghi di aggregazione giovanile
Arresti e controlli anche in provincia di Rimini nell'ambito della maxi operazione nazionale della Polizia di Stato, che ha coinvolto mille agenti e portato ad arresti, denunce e sequestri in tutta Italia.
L'attività si è svolta tra il 18 giugno e il 15 luglio. A Rimini sono state arrestate complessivamente 20 persone: 14 in esecuzione di provvedimenti dell'Autorità giudiziaria per condanne definitive legate a reati in materia di stupefacenti, rapina e contro il patrimonio, e 6 in flagranza di reato, principalmente per furto. Tra questi anche un uomo arrestato il 28 giugno per maltrattamenti nei confronti dell'ex convivente, dopo l'ennesimo episodio di violenza.
Denunciate inoltre 52 persone, soprattutto per furto, rapina e spaccio, mentre il Questore ha adottato tre misure di prevenzione. Nel corso dei controlli sono state identificate 3.746 persone, di cui 239 minorenni, e verificate 1.293 auto. Particolare attenzione è stata rivolta alle zone della movida e ai luoghi di maggiore aggregazione giovanile.
I risultati a livello nazionale
La maxi operazione della Polizia di Stato contro criminalità giovanile, spaccio, armi e violenza si è svolta in 45 province italiane. Coordinata dal Servizio Centrale Operativo l'attività ha portato al controllo di quasi 188 mila persone, di cui oltre 19 mila minorenni, soprattutto nelle aree della movida e dello spaccio. Complessivamente sono state arrestate o fermate 539 persone, tra maggiorenni e minori, mentre altre 954 sono state denunciate. Controllati anche 1.182 immobili, sale giochi, esercizi commerciali e centri di aggregazione, con oltre 500 sanzioni amministrative. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati 49 armi da fuoco, 87 armi bianche, oltre 41 chili di cocaina, 660 chili di cannabinoidi, ketamina, ecstasy e altre droghe, insieme a 307 mila euro in contanti e refurtiva. Individuati infine 973 profili social che promuovevano odio e violenza; due sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per l'eventuale oscuramento.
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