Minacce a Manuela Bianchi, Valeria Bartolucci a processo a febbraio
Il Tribunale ha disposto il rito ordinario per l'accusa di minacce aggravate. Per le percosse deciderà il Giudice di Pace, mentre la diffamazione è stata archiviata per tardività della querela
Il processo a Valeria Bartolucci per l'accusa di minacce aggravate nei confronti di Manuela Bianchi inizierà il prossimo primo febbraio. È la decisione presa questa mattina dal giudice del Tribunale di Rimini, nell'ambito del contenzioso giudiziario nato dopo la scoperta della relazione tra Louis Dassilva, marito di Bartolucci, e Bianchi, vicina di casa e nuora di Pierina Paganelli.
La vicenda si inserisce nel contesto più ampio delle tensioni seguite all'omicidio della Paganelli, ma riguarda le presunte condotte contestate a Bartolucci nei confronti di Bianchi. Le accuse iniziali erano tre: minacce aggravate, percosse e diffamazione aggravata. Per il primo capo d'imputazione il giudice ha disposto il procedimento con rito ordinario, fissando l'apertura del processo al prossimo febbraio. Diversa la decisione per l'episodio relativo alle percosse, che riguarda una presunta tirata di capelli: su questo punto sarà competente il Giudice di Pace. Non si procederà invece per l'accusa di diffamazione aggravata. Il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere per la tardività della querela.
Era già stata archiviata, circa un anno fa, l'ipotesi di atti persecutori. In quel caso il giudice per le indagini preliminari aveva ritenuto insufficienti gli elementi costitutivi del reato. Il procedimento proseguirà dunque sul fronte delle presunte minacce, per le quali sarà il processo a valutare i fatti contestati e le eventuali responsabilità.
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