Minacce e percosse, Bartolucci e Bianchi di nuovo in aula

La moglie di Dassilva è imputata per gli episodi avvenuti dopo la scoperta della relazione tra il marito e Bianchi. Udienza rinviata al 12 ottobre

A cura di Redazione Redazione
06 ottobre 2026 09:25
Minacce e percosse, Bartolucci e Bianchi di nuovo in aula - Bianchi e Bartolucci
Bianchi e Bartolucci
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Si sono ritrovate una di fronte all'altra in tribunale, a pochi passi di distanza, dopo mesi di tensioni esplose nel contesto del delitto di via del Ciclamino. Valeria Bartolucci e Manuela Bianchi sono tornate ieri mattina nell'aula del Tribunale di Rimini, questa volta per un procedimento che riguarda direttamente il loro rapporto conflittuale. La prima è imputata, la seconda è costituita parte civile.

Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, deve rispondere di minacce gravi, diffamazione aggravata e percosse nei confronti di Bianchi, con la quale il marito aveva avuto una relazione. L'udienza predibattimentale, però, non ha portato ancora all'apertura del dibattimento. La difesa della donna, rappresentata dall'avvocata Chiara Rinaldi, ha infatti sollevato una serie di questioni preliminari sulla regolarità della querela e sulla qualificazione dei fatti contestati. Uno dei punti riguarda la documentazione depositata dalla parte offesa. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, su alcuni atti mancherebbe la firma della querelante e ci sarebbe anche un problema relativo al deposito della nomina. Rinaldi ha inoltre contestato la tempestività della querela, richiamando le date indicate negli atti rispetto agli episodi contestati.

La difesa ha poi sostenuto che le minacce contestate non avrebbero i requisiti per essere considerate gravi e, sulla base di questa impostazione, ha chiesto che la vicenda possa rientrare nella competenza del giudice di pace anziché proseguire davanti al tribunale. Il giudice Luca Gessaroli si è riservato di decidere sulle questioni sollevate. Per conoscere l'esito delle eccezioni bisognerà quindi attendere la prossima udienza, fissata per il 12 ottobre. Dall'altra parte del procedimento c'è Manuela Bianchi, presente in aula e assistita dall'avvocata Nunzia Barzan. Gli episodi contestati alla Bartolucci si collocano nel clima di forte tensione seguito alla scoperta della relazione tra Bianchi e Dassilva. Tra i fatti al centro dell'accusa c'è anche il violento confronto del 2 luglio 2024, avvenuto sotto gli occhi delle telecamere e dei giornalisti, durante il quale sarebbe avvenuta un'aggressione con uno strappo di capelli accompagnata da intimidazioni verbali. Sono inoltre contestate presunte minacce pronunciate alla presenza degli agenti il giorno dell'arresto di Dassilva e alcune scritte ingiuriose comparse nei pressi dell'abitazione.

Dopo l'udienza, Bianchi ha affidato a una nota del proprio legale la posizione della parte civile, dicendosi fiduciosa che nel prosieguo del procedimento possano essere accertati i fatti e riconosciute le responsabilità. La donna è poi intervenuta anche a "Dentro la notizia", su Canale 5, parlando della propria situazione personale: "Spero soltanto che venga fatta giustizia e che vengano riconosciute tutte le cose fatte contro di me". E ha aggiunto: "Vivo con la paura e devo continuamente guardarmi le spalle. Questa paura non la provo soltanto quando sono in via del Ciclamino, ma ovunque. La mia è una vita molto difficile, per tantissimi motivi. Tutto quello che c'è intorno a questa vicenda mi pesa enormemente". Sul procedimento pesa inevitabilmente anche il contesto da cui tutto è partito: l'omicidio di Pierina Paganelli, per il quale Dassilva è stato assolto in primo grado dalla Corte d'Assise di Rimini. Ma ora il confronto giudiziario è un altro, e il prossimo passaggio sarà quello del 12 ottobre.

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