Monte Carpegna, 15 giovani per raccontare il territorio attraverso il cammino

Al via ROOTS, la residenza itinerante del Parco del Sasso Simone e Simoncello

A cura di Redazione Redazione
19 agosto 2026 10:21
Monte Carpegna, 15 giovani per raccontare il territorio attraverso il cammino -
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Quarantacinque candidature arrivate da tutta Italia, quindici partecipanti selezionati, tutti under 35, e cinque giorni per attraversare il paesaggio del Monte Carpegna, raccogliendo tracce e costruendo nuove narrazioni.

È iniziato il 17 agosto, ROOTS – Il tuo sguardo sul territorio, la residenza itinerante promossa dal Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, che fino al 21 agosto riunisce un gruppo di giovani adulti chiamati a confrontarsi con il paesaggio attraverso il cammino, l’osservazione e la ricerca artistica.

La prima giornata è iniziata al MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello, a Pennabilli, con l’accoglienza, la presentazione del progetto e una prima formazione dedicata alle forme e ai linguaggi dell’osservazione. Nel pomeriggio il gruppo ha raggiunto Villa Maindi a piedi, percorrendo i primi cinque chilometri dell’itinerario, tra paesaggi naturali e rurali, per concludere la giornata attorno al fuoco.

Da qui prende avvio un’esperienza costruita come un laboratorio itinerante, dove attraversare i luoghi significa anche imparare a leggerli, interrogarsi sulle loro trasformazioni e raccogliere elementi da rielaborare attraverso linguaggi diversi.

Il Giro del Monte come laboratorio a cielo aperto

Il cuore di ROOTS è il Giro del Monte, l’itinerario escursionistico ad anello attorno al Monte Carpegna recentemente inaugurato dal Parco.

Circa 29 chilometri complessivi, articolati in tre tappe, che attraversano ambienti differenti – faggete, crinali, praterie, pascoli, aree rocciose e paesaggi rurali – e incontrano borghi e luoghi di interesse storico e naturalistico.

Per i partecipanti di ROOTS, il Giro del Monte diventa un vero e proprio campo di ricerca a cielo aperto: non soltanto una traccia da seguire, ma uno spazio nel quale fermarsi, osservare, riconoscere segni e stratificazioni, mettere in relazione natura e presenza umana.

Il programma alterna cammino, osservazioni, formazione, dialoghi e pratiche manuali. Si passa dall’osservazione dei paesaggi naturali e rurali a quella dei paesaggi antropici; si affrontano temi come l’ecologia del paesaggio, la cittadinanza attiva e la governance del territorio; si sperimentano il diario di campo e diversi strumenti per documentare ciò che si incontra. Non mancherà anche un momento dedicato all’osservazione delle stelle e dell’universo.

Il taccuino è uno degli strumenti centrali della residenza: non necessariamente un quaderno tradizionale, ma uno spazio aperto nel quale possono trovare posto parole, disegni, fotografie, mappe, immagini, materiali raccolti, registrazioni e altre forme di documentazione.

Il lavoro dei partecipanti prenderà forma progressivamente, mettendo in relazione ciò che viene osservato con la propria sensibilità e con il proprio linguaggio. L'obiettivo non è arrivare a una rappresentazione unica del paesaggio, ma far emergere 15 punti di vista differenti, attraverso un processo che unisce esperienza diretta, ricerca e sperimentazione artistica.

Ad accompagnare i partecipanti durante il percorso saranno Irene Valenti, educatrice, guida ambientale escursionistica e progettista di esperienze di apprendimento in natura, Gregorio Giannini, progettista di linguaggi visivi, Benedetta Ciappini, fotografa e artista visiva, e Lapo Brau, counselor, facilitatore e formatore esperto di processi di comunità e partecipazione.

Il percorso sarà inoltre arricchito dal contributo di professionisti provenienti da discipline diverse che accompagneranno i momenti di approfondimento e confronto: PLAM Studio, realtà attiva nella progettazione partecipata e nella rigenerazione culturale; Roberto Sartor, guida ambientale escursionistica, progettista e ricercatore indipendente, attraversa i territori con uno sguardo che intreccia geografia, paesaggio e storie locali; Maria Giulia Terenzi, restauratrice di beni culturali e disegnatrice, con una forte attenzione alla relazione tra pratica artistica e ambiente naturale; Massimo Guerra, guida ambientale e divulgatore scientifico; tino - progetti di comunicazione, officina di comunicazione e immaginazione; Andrea Chilorio, ricercatore e fondatore di Boschilla progetto di ricerca e produzione multimediale sulle montagne e sulle aree interne; Andrea Zanini - Appennino I'Hub che si occupa da 20 anni di direzione e mentoring di imprese ad impatto sociale, social innovation, reti di conoscenza collaborativa e facilitazione; Cosmic Fringe Radio e Sonoria, che cureranno il percorso di ascolto e restituzione sonora dell'esperienza.

Dopo i primi giorni dedicati all’ingresso nel paesaggio e alla sua lettura, il programma porterà i partecipanti a lavorare sulle ecologie e sulle relazioni, per poi concentrarsi sulla costruzione della propria restituzione. L’ultima fase sarà dedicata alla composizione di un lavoro collettivo, mettendo insieme i materiali e le prospettive emerse durante l’esperienza.

Da ROOTS ad Habitat: dal cammino alla condivisione

Il lavoro non si concluderà con l’ultima tappa. Il 21 agosto, a Pennabilli, ROOTS entrerà nel programma della IX edizione del Festival Habitat – Tre giorni di incontro tra abitanti dell’Appennino, il festival promosso da Chiocciola la casa del nomade, quest’anno ospitato negli spazi di ZIP – Cerniera di Innovazione Culturale e dedicato al tema “Abitare la crisi”.

Alle 17, durante l’apertura del festival, i 15 partecipanti presenteranno la restituzione pubblica del lavoro realizzato nei cinque giorni di residenza: una narrazione collettiva costruita a partire dalle immagini, dalle parole, dai materiali e dalle tracce raccolte lungo il Giro del Monte.

Sarà il primo momento di un fine settimana che mette in dialogo arte, cultura, ambiente e pratiche di comunità, interrogandosi sulla crisi come condizione di cambiamento, ma anche come possibilità di trasformazione e responsabilità.

Il programma di Habitat proseguirà sabato 22 agosto con una camminata partecipata accompagnata dal laboratorio del collettivo Biologia Politica, l’inaugurazione dell’opera Entità superiori di PIXA e un intervento di Spore. La giornata continuerà con la cena con Il Povero Diavolo – Osteria Sociale, lo spettacolo teatrale Una sola moltitudine di Clio Gaudenzi e la musica dal vivo della Banda Gaudia.

La giornata di domenica 23 agosto sarà invece dedicata soprattutto al confronto. Alle 10 Daniele Ietri ed Eleonora Mastropietro proporranno un intervento sul tema della crisi, offrendo prospettive e strumenti per interrogare le trasformazioni del presente. Alle 15, i tavoli di lavoro moderati da Lapo Brau apriranno uno spazio di discussione e partecipazione, nel quale condividere esperienze, domande e possibili direzioni.

In questo senso, la restituzione di ROOTS trova in Habitat il suo naturale proseguimento: dall’esperienza diretta alla condivisione, dall’osservazione individuale al confronto collettivo.

Il Giro del Monte diventa così il punto di partenza di una ricerca che non riguarda soltanto il modo di guardare un paesaggio, ma anche le domande che quel paesaggio può generare: come cambiano i nostri luoghi? Come possiamo attraversare queste trasformazioni? E quali possibilità si aprono quando torniamo a guardarli con occhi nuovi?

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