Mosca sfida l’Occidente: "Pronti a schierare nuovi missili". Nuovo attacco russo all'Italia
La Russia annuncia la fine della moratoria su missili a corto e medio raggio e lancia un nuovo attacco verbale all’Italia: “Roma contagiata da russofobia”

Mosca torna ad alzare il tono dello scontro con l’Occidente, annunciando ufficialmente di non sentirsi più vincolata alla moratoria sull’impiego di missili a corto e medio raggio. La decisione, secondo il Cremlino, sarebbe una diretta conseguenza del ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces), avvenuto nel 2019 su decisione dell’allora presidente Donald Trump.
La Russia avverte: se Washington e i suoi alleati procederanno con lo schieramento di nuovi sistemi missilistici, Mosca farà altrettanto. "Non escludiamo il ritorno alla produzione e al dispiegamento di questi armamenti sul nostro territorio", ha dichiarato una fonte del Ministero degli Esteri russo. Allo stesso tempo, il Cremlino ha rivolto un monito diretto all’attuale presidente americano Donald Trump, invitandolo alla “massima cautela” quando si affrontano pubblicamente questioni legate alle armi nucleari.
Parallelamente, continua il deterioramento dei rapporti tra Roma e Mosca. Dopo le recenti tensioni scaturite da dichiarazioni critiche nei confronti del presidente Sergio Mattarella, l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ha lanciato un nuovo attacco. “I virus della russofobia e dell’ucrainofilia hanno penetrato profondamente le élite politiche italiane”, ha affermato, accusando Roma di aver tradito lo spirito di cooperazione storica tra i due Paesi.
Sul fronte bellico, si registrano nuovi raid russi sulla regione ucraina di Kharkiv. Gli attacchi di ieri hanno causato almeno tre vittime civili, secondo fonti locali. Il conflitto prosegue senza tregua, mentre la diplomazia internazionale fatica a riaprire canali di dialogo credibili.
La nuova posizione di Mosca sui missili rappresenta un ulteriore passo verso la fine di ogni vincolo sugli armamenti convenzionali e nucleari in Europa, riaccendendo timori legati alla corsa agli armamenti e alla sicurezza del continente.