Muse al Museo 2026, omaggio alla creatività femminile

Gli Amici del Mulino Sapignoli inaugurano la rassegna con la reading-performance di Francesca Gironi, tra poesia e hula hoop

A cura di Grazia Antonioli Redazione
23 febbraio 2026 10:27
Muse al Museo 2026, omaggio alla creatività femminile -
Condividi

Anche per il 2026 gli Amici del Mulino Sapignoli rendono omaggio alla donna con la rassegna Muse al Museo, una rassegna letteraria che si compone di più appuntamenti realizzati con il patrocinio delle Pari Opportunità della Provincia di Rimini e il contributo Bandocultura2025 del Comune di Poggio Torriana.

Ad aprire la rassegna domenica 1 marzo alle 15.00 Francesca Gironi, che proporrà una presentazione fuori dagli schemi, un'originalissima Reading-performance con hula hoop.   Francesca Gironi è nata ad Ancona. Artista nota al pubblico come danzatrice e poetessa, qualità che s'intrecciano con grazia e naturalezza nelle sue presentazioni. Ha pubblicato quattro raccolte di poesie: È severamente vietato (Edizioni Prufrock spa 2025), A (Prufrock spa 2024), Il diretto interessato (Marco Saya 2021, Premio Bologna in Lettere) e Abbattere i costi (Miraggi 2016). Nel 2020 è finalista al Premio Nazionale Elio Pagliarani per la sezione inediti, mentre nel 2022 è ospite del Festival Polifonie Urbane, Università Sorbonne Nouvelle. La sua ultima performance GPTƏ (2022) indaga il rapporto con l’intelligenza artificiale. Dal 2016 porta in scena la sua performance di poesia in locali, clubs, teatri, musei e festival. Come danzatrice e coreografa è stata ospite di festival di arti performative e residenze artistiche esplorando l’ibridazione dei linguaggi.

Domenica 1 marzo presenterà "A" Edizioni Prufrock spa 2024. "A"  come origine, prima lettera dell’alfabeto e desinenza femminile. "A"  lettera magnetica, "A"leph lettera muta, dal silenzio dell’isolamento alle prime consonanti pronunciate da una bambina appena nata. A lei e a ogni bambina, consegniamo il mondo attraverso il linguaggio con le sue storture e le sue meraviglie, con i suoi sipari e il sovraffollamento dei suoi oggetti. Francesca immagina di parlare con una bambina distante, poi con una macchina, con un’assistente vocale, un robot umanoide e quindi un chatbot al quale delega il compito di creare una persona utopica. Infine viene parlata: dai testi automatizzati delle notifiche, dalla retorica dei discorsi del potere, dalle notizie di cronaca alla radio, in una sovrapposizione di discorsi e rituali quotidiani in cui nascita e catastrofi coesistono e accadono allo stesso tempo. Il libro raccoglie poesie, dialoghi, prose, stringhe di programmazione e testi delle performance dei suoi ultimi anni di attività.

Al termine della performance, il consueto brindisi con degustazione a base di prodotti tipici locali.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail