Necrosi dentale: quando un dente che non fa male può danneggiare la salute generale
Esistono condizioni dentali che possono rimanere silenziose per anni, ma che nel frattempo continuano a lavorare contro l’organismo
Molte persone associano la salute della bocca al dolore: se un dente non fa male, allora va tutto bene. In realtà, la scienza e l’esperienza clinica ci dicono che non sempre è così. Esistono condizioni dentali che possono rimanere silenziose per anni, senza dare alcun sintomo evidente, ma che nel frattempo continuano a lavorare contro l’organismo. Una di queste è la necrosi dentale.
Ne parliamo con il dottor Alessandro Rocco Chicone, fondatore e direttore scientifico delle cliniche Il Mondo del Sorriso, con sede a Riccione, San Marino, Cesena e Senigallia.
Che cos’è la necrosi dentale
La necrosi dentale è la morte della polpa del dente, ovvero del tessuto interno che contiene nervi e vasi sanguigni. Quando la polpa muore, il dente non è più vitale, ma resta all’interno dell’osso con batteri che continuano a vivere e a produrre tossine.
È importante chiarire un punto fondamentale: la scomparsa del dolore non significa guarigione. Spesso accade l’opposto: il dolore diminuisce proprio perché il nervo è morto, mentre l’infezione diventa cronica e silente.
Le cause più comuni
Le principali cause di necrosi dentale sono: carie profonde non curate o intercettate troppo tardi; traumi dentali, anche avvenuti molti anni prima; trattamenti odontoiatrici ripetuti o vecchie cure che hanno compromesso nel tempo la vitalità del dente
In molti casi il paziente non collega un trauma passato o una cura eseguita anni prima alla situazione attuale, proprio perché i sintomi possono comparire molto tardi o non comparire affatto.
Perché una necrosi può essere pericolosa anche se non fa male
Un dente necrotico non è un elemento “inerte”. Diventa un focolaio infettivo cronico. Il corpo, non riuscendo a eliminare completamente l’infezione, cerca di difendersi isolandola. Questo meccanismo di contenimento, però, non elimina i batteri, che continuano a rilasciare sostanze infiammatorie.
Nel tempo, questo può contribuire a: infiammazione cronica di basso grado, sovraccarico del sistema immunitario, aumento del rischio cardiovascolare e peggioramento dell’equilibrio metabolico.
Oggi sappiamo che l’infiammazione cronica è uno dei principali fattori coinvolti nell’invecchiamento biologico accelerato, un processo noto come inflammaging.
La bocca non è separata dal resto del corpo
La bocca è una delle principali porte d’ingresso dell’organismo. Ciò che accade al suo interno può avere ripercussioni sistemiche. Infezioni dentali croniche, anche se asintomatiche, contribuiscono al carico infiammatorio totale del corpo. Questo non significa che una necrosi causi direttamente una malattia specifica, ma che aumenti lo stress biologico generale, soprattutto nel lungo periodo. Per questo oggi si parla sempre più di salute orale come parte integrante della medicina preventiva.
L’importanza della revisione delle vecchie cure
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la revisione delle vecchie cure odontoiatriche.
Molti pazienti hanno in bocca: vecchie devitalizzazioni corone o ponti realizzati anni fa, ricostruzioni mai più controllate.
Una cura che era adeguata 10, 15 o 20 anni fa può oggi: non essere più perfettamente sigillante, presentare infiltrazioni batteriche, nascondere infezioni silenti e aver compromesso progressivamente l’osso senza dare sintomi Rivedere una vecchia cura non significa rifare tutto, ma intercettare per tempo eventuali problemi prima che diventino complessi e invasivi.
Prevenzione moderna: non aspettare il dolore
La prevenzione moderna non si basa più sull’attesa del sintomo, ma sulla diagnosi precoce.
Aspettare che un dente faccia male è spesso un errore, perché: il dolore arriva tardi, il problema può essere già avanzato e le soluzioni diventano più complesse.
Un controllo approfondito permette di: individuare necrosi silenti, valutare lo stato delle vecchie cure, ridurre il carico infiammatorio e proteggere la salute generale.
Un nuovo modo di intendere il sorriso
Secondo Alessandro Rocco Chicone, fondatore e direttore scientifico delle cliniche Il Mondo del Sorriso, con sede a Riccione, San Marino, Cesena e Senigallia, il sorriso va considerato come parte di un equilibrio più ampio:
“La bocca non è solo estetica. È una parte fondamentale della salute, dell’energia e della qualità della vita nel tempo.”
È questo il concetto alla base di The Longevity Smile: prendersi cura della bocca significa prendersi cura di sé, oggi e nel futuro.
La necrosi dentale asintomatica e le vecchie cure mai rivalutate rappresentano un rischio spesso invisibile, ma reale. Intervenire per tempo significa fare una scelta di consapevolezza, prevenzione e salute.
Perché un sorriso sano non serve solo a sorridere meglio, ma a vivere meglio e più a lungo.
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