Negato il riposo: dipendente con disabilità vince la causa
La vicenda avvenuta nel Riminese
Una dipendente disabile riminese, affetta da più patologie, ha ottenuto dal Tribunale il riconoscimento di una turnazione lavorativa compatibile con le sue condizioni psicofisiche, mentre il datore di lavoro le aveva negato una diversa articolazione dell’orario.
La lavoratrice aveva chiesto di poter svolgere l’attività su cinque giorni settimanali, in modo da garantire due giorni consecutivi di recupero. Una richiesta respinta dall’azienda e che ha dato origine a un contenzioso fondato sul principio dell’“accomodamento ragionevole”, cardine della tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Il caso è stato seguito dall’ufficio della Consigliera di parità della provincia di Rimini, Adriana Ventura, ed è poi approdato in Tribunale con il ricorso presentato dall’avvocata Francesca Brusoni. I giudici hanno riconosciuto la fondatezza della richiesta della lavoratrice, sancendo il suo diritto a una organizzazione del lavoro coerente con lo stato di salute.
"Il rifiuto di un accomodamento ragionevole, in assenza di valide motivazioni, configura una forma di discriminazione – ricorda Ventura – come stabilito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, recepita dalla normativa europea e nazionale".
Una decisione che assume un valore simbolico particolare in vista della Giornata internazionale della donna. "La lavoratrice ha ottenuto un grande risultato e l’affermazione dei propri diritti", sottolinea la Consigliera di parità, evidenziando come l’inclusione lavorativa non possa prescindere dal rispetto delle condizioni individuali.
"Per le persone con disabilità – conclude Ventura – il lavoro non è solo una questione di reddito, ma uno strumento fondamentale per l’affermazione della dignità personale e del proprio potenziale".
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