Negli ospedali del Riminese accessi aumentati rispetto al pre Covid: "Organizzazione da rivedere"
Vignali (Forza Italia) boccia il sistema dei Cau
“Nei Pronto Soccorso e Cau della provincia di Rimini nel 2025 ci sono stati 14.868 abbandoni e gli accessi sono nettamente al di sopra dei livelli pre-pandemia. È il risultato molto deludente dell'ultima riorganizzazione dell’emergenza urgenza da parte della Regione Emilia-Romagna”. Così il presidente del Gruppo Forza Italia nell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Pietro Vignali, commentando i dati 2025 relativi alle strutture di emergenza urgenza attive nella provincia di Rimini.
“Nel dettaglio, 10787 pazienti hanno abbandonato i Pronto Soccorso prima della conclusione del percorso di diagnosi e cura, mentre 2606 hanno lasciato i Cau – ha proseguito il capogruppo forzista – Complessivamente, nel 2025 si registrano 233.867 accessi tra Pronto Soccorso e Cau, un valore che ha portato il sistema dell’emergenza urgenza forlivese e cesenate a livelli superiori a quelli del 2019, anno precovid, nel quale gli accessi erano stati 185.831. Questo significa che non sia stata ridotta la domanda, ma che i pazienti si siano spostati da un servizio all’altro incrementando appunto la stessa domanda. A preoccupare è soprattutto il fenomeno degli abbandoni pari al 6,36% degli accessi complessivi. Parliamo di migliaia di persone che entrano nel sistema sanitario e lo lasciano senza completare il percorso di cura. Di queste, oltre 13000 non sono nemmeno arrivate alla visita medica".
Vignali riferisce che la pressione sul sistema sanitario sia legata principalmente ai casi meno gravi: i codici rossi sono il 2,26%, codici verdi e bianchi il 76%.
“Siamo di fronte a un evidente problema organizzativo. Si sono moltiplicate sedi ed équipe, con costi molto elevati, ma il risultato è che è stato semplicemente spostato il problema da un punto all’altro del sistema. Troppi cittadini si rivolgono a questi servizi per bisogni non urgenti, e il sistema fatica a dare risposte rapide. Chi abbandona, soprattutto nei Cau presenta nella maggior parte dei casi problemi a bassa complessità e differibili. È la riprova del fallimento della riorganizzazione del sistema di emergenza che ha portato alla creazione dei Cau, il cui costo minimale mai smentito è stato di 35 milioni di euro”, prosegue l'esponente forzista.
"Non possiamo sottovalutare – ha concluso – che migliaia di cittadini rinuncino alle cure dopo essersi rivolti al servizio sanitario. Il sistema ha perso efficacia proprio dove dovrebbe essere più forte, cioè nella capacità di garantire risposte rapide e appropriate”.
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