Negozi chiusi, centri storici svuotati: ma il settore non molla. "Tante idee, in primis contrastare le vendite aggressive degli outlet"
Negozi chiusi, centri storici a rischio desertificazione: servono progetti per invertire la tendenza
Con il passaggio del clou dell’estate, si apre un nuovo capitolo di sfide e opportunità per il settore del commercio di moda al dettaglio nella Regione Emilia-Romagna.
Le voci dei rappresentanti del settore, insieme agli assessori regionali, si levano in un appello all’unisono per affrontare concretamente i problemi che minacciano il tessuto economico e sociale delle città.
Il presidente regionale della Federazione Italiana Moda Italia – Confcommercio, Giammaria Zanzini, evidenzia l’importanza di considerare i negozi di moda al dettaglio come “cluster dell’economia urbana”, elementi chiave per la vivibilità delle città. In un mondo sempre più dominato dall’e-commerce e dalle grandi catene commerciali, i negozi di prossimità rappresentano il cuore pulsante delle comunità locali. Tuttavia, le sfide sono numerose e complesse.
Una questione cruciale è la lotta alla contraffazione, all’abusivismo e alla pirateria commerciale. Questi fenomeni minano non solo l’integrità dei marchi e la qualità dei prodotti, ma danneggiano anche l’economia legittima, evidenzia Zanzini. In questo contesto, la normativa sulla legalità gioca un ruolo fondamentale nel proteggere i negozi al dettaglio e i marchi autentici.
Ma la sfida va oltre la lotta alla contraffazione. È necessario affrontare l’impatto di vendite aggressive negli outlet, negli spacci aziendali e nei temporary shop. Queste forme di vendita, se non regolamentate, possono generare una concorrenza sleale nei confronti dei piccoli negozi di prossimità. Il presidente Zanzini propone di monitorare attentamente queste pratiche e di sviluppare misure normative che bilancino l’offerta commerciale in modo equo.
Un altro aspetto critico è l’emorragia di imprese e posti di lavoro nel settore. L’epidemia globale ha accelerato le chiusure, mettendo a rischio l’intera filiera del commercio di moda. Dall’anno 2019 al 2021, sono stati chiusi oltre 11.000 negozi in Italia, con una perdita di più di 11.000 posti di lavoro. La situazione in Emilia-Romagna è altrettanto preoccupante.
“Le soluzioni immediate ci sono – sottolinea il presidente Zanzini – ed alcune sono proprio quelle suggerite dagli assessori Corsini e Colla, cioè una pianificazione commerciale d’eccellenza affiancata ad un patto di filiera. Saremo al fianco della regione Emilia-Romagna per sostenere e strutturare il rilancio dell’economia urbana in una logica di benessere, ricordandosi che nelle città il decoro e la qualità portano bellezza, eleganza ed attrazione, mentre il degrado e l’omologazione portano incuria, insicurezza e abbandono”.
Inoltre, c’è un appello alla promozione dell’economia circolare, all’internazionalizzazione e alla digitalizzazione delle micro e piccole imprese. Investire nelle competenze e nella formazione del personale è un passo cruciale per elevare la professionalità del settore e garantire un servizio di qualità ai clienti.
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