Si chiama RiminiModa, ma è un negozio online del Messico: 'Rimini nome che significa stile ed eleganza'

Giammaria Zanzini, vicepresidente Federmoda Emilia Romagna, presidente Federmoda provincia Rimini, membro direttivo Confcommercio Rimini, in una nota racconta il fenomeno web di un sito di abbigliamen...

A cura di Redazione Redazione
02 novembre 2017 11:30
Si chiama RiminiModa, ma è un negozio online del Messico: 'Rimini nome che significa stile ed eleganza' -
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Giammaria Zanzini, vicepresidente Federmoda Emilia Romagna, presidente Federmoda provincia Rimini, membro direttivo Confcommercio Rimini, in una nota racconta il fenomeno web di un sito di abbigliamento e-commerce messicano che usa il nome 'Rimini' come marchio. 

“La notizia è sorprendente. Digiti su un motore di ricerca riminimoda.com  e subito entri in un grande sito d’abbigliamento e-commerce. Solo, non è un negozio della nostra città, neppure del territorio o dello stivale. È messicano, vende in centroamerica e in mezzo mondo. Le sue directory si chiamano Rimini Couture, Rimini woman o Rimini Casual. La cosa vale un paio di riflessioni. La prima e più evidente è che, nonostante noi romagnoli tendiamo alla sottovalutazione di noi stessi e di ciò cha abbiamo a disposizione, il nome della nostra città è considerato un marchio forte. Un nome che colpisce l’immaginario delle persone pure in Messico. Per loro significa stile, eleganza: in una parola marketing. Il secondo elemento d’analizzare è l’importanza della presenza in rete. Gli anni della crisi hanno modificato il mondo e chi fa commercio non può più rimanere fuori dal web. Soprattutto nel settore moda, abbigliamento, accessori. Le grandi griffe sono online da sempre, gli “influencer” stanno sui social e sono profumatamente retribuiti per indossare il capo più cool del momento. I grandi centri commerciali mettono a disposizione deli esercenti siti e pagine social belle e aggiornatissime, i franchising offrono la forza di un marchio e grandi apparati di comunicazione. Chi fino a oggi, a parte qualche rara eccezione, è però rimasto fuori da questa rivoluzione sono i negozi di prossimità, gli esercizi familiari e in molti casi pure quelli di nicchia o di alta qualità. I dati della Camera di Commercio lo certificano. In provincia di Rimini operano 7.379 imprese di commercio al dettaglio e solo il 2% fa e-commerce. Nel 2016 erano in tutto 165, con un aumento risicatissimo rispetto all’anno precedente di sole 2 unità. Certo ci sono pagine Facebook, più o meno aggiornate, qualche puntata su Instagram o Pinterest, ma quello che manca è un progetto, un cultura e una consapevolezza di opportunità che è necessario cogliere. Discorso difficile, ma ti tocca farlo – cito a caso- anche se sei un verduriere, un ottico, un piccolo ristorante o un fior di camiciaio. Magari pure con qualche parte in inglese, visto che i turisti stranieri bene o male a Rimini stanno tornando. Ben venga allora l’iniziativa di Confcommercio di lunedì prossimo con un seminari su questi temi: “Un viaggio al centro dell’e-commerce” (Auditorium Viale Italia, ore 19). Iniziativa che s’inquadra in un progetto di rilancio 4.0 del terziario e da cui commerciati e esercenti non possono rimanere esclusi. E come Federmoda Rimini mi sento di lanciare una proposta ai 110 associati della mia categoria. Un pagina social/portale che racconti ognuno dei nostri negozi, che aggiorni clienti e navigatori on line, sulle novità, le proposte, su dove siamo e cosa facciamo, è un ipotesi di lavoro concreta. Tutti noi ci possiamo trovare spazio e modo per raccontarci, per raggiungere e stare in contatto con chi cerca le cose che offriamo e non vuole per forza andare in un Iper. Potremo anche capire se possiamo e vogliamo vendere on line anche noi. In Messico già lo fanno e con il marchio “Riminimoda”. C’è da pensarci”.

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