Saluto romano a Marzabotto, il sopravvissuto incontra il calciatore. 'Luppi non è un fascista'
Franco Leoni Lautizi, sopravvissuto alla strage di Marzabotto, ieri ha incontrato Eugenio Maria Luppi, il calciatore dilettante finito nella bufera per l'esultanza dopo un gol segnato nel campo sporti...
Franco Leoni Lautizi, sopravvissuto alla strage di Marzabotto, ieri ha incontrato Eugenio Maria Luppi, il calciatore dilettante finito nella bufera per l'esultanza dopo un gol segnato nel campo sportivo della cittadina bolognese, quando, il 12 novembre, aveva mostrato davanti alla tribuna una maglietta con i simboli della Repubblica sociale. A darne notizia è lo stesso Leoni Lautizi, residente a Rimini, sulla propria pagina Facebook: "Ho passato con Eugenio una mezza giornata – ha scritto, pubblicando una foto insieme al giocatore – e non ho riscontrato in lui né fascismo né nazismo, non ha nemmeno i baffetti e il ciuffo alla Hitler che gli hanno postato sulla sua immagine. La sua idea di fascismo è solo una forma di protesta verso una politica ambigua che non fa niente per la disoccupazione dei giovani e il lavoro precario, parlamentari che delinquono e non hanno più nemmeno la dignità di vergognarsi e in questa sua idea, non posso che dargli ragione". "Le istituzioni e la politica – ha aggiunto, tra l'altro – hanno fatto di tutto per rovinargli l'esistenza e quasi la famiglia e avendolo conosciuto sinceramente non lo meritava…". "Questo – si legge ancora nel profilo accessibile agli amici – è il ragazzo che con il saluto fascista ha indignato Marzabotto, le associazioni, la politica e i media, e resosi conto del gesto stupido, ha scritto una lettera aperta di scuse ai giornali, precisando che non era sua intenzione offendere i Martiri di Monte Sole: tanto che non conosceva né lui né gli altri la tragedia che si era perpetrata in quel luogo".
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