I riminesi dicono no a grilli e cavallette nel piatto, Presidente ristoratori: 'al massimo lo faranno i locali etnici'
Dal 1 gennaio 2018 è in vigore anche in Italia un regolamento dell'Unione Europa che permette di servire a tavola, nei ristoranti, insetti come locuste o grilli. Al momento però in Italia nessuna spec...
Dal 1 gennaio 2018 è in vigore anche in Italia un regolamento dell'Unione Europa che permette di servire a tavola, nei ristoranti, insetti come locuste o grilli. Al momento però in Italia nessuna specie di insetto è autorizzata a scopo alimentare, come ha precisato una circolare del Ministero della Salute. In sostanza i ristoratori interessati dovranno avviare un procedimento con richiesta alla Commissione Europea, seguendo le linee guida recentemente pubblicate dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Con lunghi tempi di attesa, quindi i "puristi" possono tranquillizzarsi. "Capiamo che in futuro possano venire a mancare certi prodotti e quindi si cerchi di sostituire determinate proteine o vitamine con quelle contenute negli insetti, ma speriamo sia un futuro molto lontano: al momento diciamo dunque, vade retro Satana!", scherza, ma non troppo, Gaetano Callà, Presidente provinciale della Fipe-Confcommercio Rimini. Al momento nessuno degli affiliati alla Fipe sembra intenzionato a voler percorrere questa nuova strada della ristorazione: "Come ristoratori cerchiamo di mantenere la nostra cultura territoriale, le nostre eccellenze e le nostre tradizioni". I cittadini riminesi difficilmente negli anni a venire troveranno nel menù pietanze a base di cavallette: "Al massimo lo faranno i ristoranti etnici, per cui inevitabilmente i clienti interessati a fare questi esperimenti si rivolgeranno a loro, nei ristoranti tradizionali cercheranno la cucina tradizionale romagnola". La locusta difficilmente riuscirà a scalzare la mitica piadina. Ma la 'minaccia' alla cucina tradizionale romagnola arriva anche dagli innovativi chef televisivi, che propongo uno stile moderno, con portate molto numerose, artistiche e nutrienti, ma poco abbondanti. "Io personalmente non seguo i Masterchef, i Mychef e tutto il resto, è giusto che chi ha la sua cultura in fatto di cucina e le sue idee vada avanti per la sua strada": la tagliatella dell'azdora, abbondante e immersa nel sugo, avrà per il romagnolo molto più fascino di quella finemente decorata e impiattata. "Sì, l'occhio si deve rallegrare, ma la filosofia del riminese è che lo stomaco sia pieno e soddisfatto e la tasca non troppo alleggerita", afferma Callà. I ristoratori devono ovviamente fornire prodotti di qualità, al giusto prezzo. Con l'arrivo del 2018, è tempo anche di progetti: i ristoratori si auspicano che il settore possa essere di traino per tutta l'economia, in un momento in cui la crisi non è ancora alle spalle. "A Rimini le attività commerciali chiudono, i ristoranti invece resistono, vediamo che i locali non sono vuoti, c'è turnover". Nell'epoca dei social e dei telefonini sempre connessi, il riminese non rinuncia ad uscire con famiglia ed amici per consumare un pasto. E allo stesso tempo sembra non intenzionato a rinunciare alle tagliatelle e alla piadina, in barba alla modernità di un risotto ai bachi di seta.
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