Rimini in C, l'esultanza di Paolo Bravo. 'Che impresa! Il mio sogno è ritornare'. Ecco il budget per la C

Paolo Bravo (nella foto archivio Raggi) ha vissuto dieci stagioni in biancorosso, sette da giocatore e tre da dirigente. La promozione del Rimini in serie C, la seconda di fila, non può non renderlo f...

A cura di Redazione Redazione
17 aprile 2018 04:48
Rimini in C, l'esultanza di Paolo Bravo. 'Che impresa! Il mio sogno è ritornare'. Ecco il budget per la C -
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Paolo Bravo (nella foto archivio Raggi) ha vissuto dieci stagioni in biancorosso, sette da giocatore e tre da dirigente. La promozione del Rimini in serie C, la seconda di fila, non può non renderlo felice da tifoso quale è dei colori biancorossi.
Bravo, il Rimini è di nuovo in terza serie. Da fuori che giudizio si è fatto?
“Sono molto contento per questo risultato sportivo; sono stati tutti bravissimi, direi eccezionali. Ai risultati si è coniugata una efficace e corretta gestione societaria: si rispettano gli impegni, si paga con puntualità e questo è un segnale molto bello, indice di serietà. Unire le due cose è sempre più difficile nel mondo del calcio”.
Ha visto la squadra in azione?
“Tre, quattro volte. Mi ha fatto sempre una buona impressione per qualità del gioco e per il carattere mostrato. Ad inizio anno pensavo che Imolese e Forlì fossero le favorite, invece il Rimini ha saputo invertire il pronostico. Molto importante è stata la campagna acquisti invernale. Quando si vincono due campionati di fila, in maniera netta, prima della fine della stagione, significa che tutti – società, giocatori, staff tecnico –  hanno compiuto un  lavoro straordinario. E’ più difficile vincere che sopravvivere”.
Come trova il livello tecnico degli ultimi anni?
“Da qualche anno a questa parte il campionato si è livellato verso il basso, anche il contesto ambientale, voglio dire il girone, è cambiato, ma ciò non toglie che il risultato ottenuto sia stato ottimo”.
Cosa cambia col salto in serie C?
“Si cambia in meglio, senza dubbio. Il palcoscenico è importante, Rimini è una piazza che attira su di sé le luci della ribalta e per questo i giocatori vengono più volentieri qui che altrove. Il Rimini dovrà approcciarsi alla nuova stagione con umiltà, facendo i passi giusti. Non ho dubbi che sarà così, la società ha nel suo dna il modo giusto di lavorare”.
Cosa cambierà in serie C?
“Quest’anno il campionato è stato falsato. Una retrocessione è saltata perché il Modena è stato escluso dal campionato e l’altra si determinerà ai playout tra ultima e penultima classificata. Quindi non ci sono retrocessioni dirette. Con una formazione di serie D rinforzata si sarebbe centrata la salvezza e l’esempio arriva dal Ravenna che ha compiuto il vero miracolo sportivo della stagione. Nel prossimo campionato, se non cambieranno le regole, ci sarà più pepe, nella lotta salvezza saranno invischiati gli ultimi cinque club”.
Quanti giocatori serviranno?
“Una decina complessivamente li devi prendere”.
Il budget per centrare la salvezza?
“Non c’è una regola, il calcio è imponderabile. Per assurdo puoi spendere anche nulla e puoi salvarti o magari disputare i playoff. In via generale, comunque, il budget per quanto riguarda la prima squadra non deve essere inferiore a 1,5 milioni di euro per programmare un campionato tranquillo. I contributi della Lega possono oscillare tra i 500 e i 700 mila euro, le valorizzazioni tra i 100 e i 300 mila euro, il resto devono arrivare da sponsor, abbonamenti e dalle tasche dei dirigenti. Lo scorso anno a Santarcangelo i contributi federali furono di 630mila euro e le valorizzazioni di 350. In totale spendemmo circa 1,3 milioni di euro compreso il costo azienda”.
In questa stagione lei è stato osservatore del Padova. Nella prossima? I boatos la danno verso il Sud Tirol. E’ vero?
“Ho qualche contatto ben avviato con più di un club di terza serie, potrebbero maturare delle novità importanti nei prossimi giorni”.
E’ escluso che possa rientrare nel Rimini?
“Per adesso sì. Lavorerò lontano da casa. Il mio sogno resta comunque quello e mi auguro che questa piazza possa riaffacciarsi al più presto sul palcoscenico della serie cadetta”.
Stefano Ferri

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