Rimini Calcio, è qui la festa! Grassi: "Più di così non potevo fare". Il voto di Righetti, il triplete dei fratelli Brighi
Non c’è il pienone che ti aspetti per festeggiare la promozione già in tasca da due settimane (“I riminesi saranno rimasti imbottigliati nel traffico per la maratona” la butta sul ridere in tribuna al...
Non c’è il pienone che ti aspetti per festeggiare la promozione già in tasca da due settimane (“I riminesi saranno rimasti imbottigliati nel traffico per la maratona” la butta sul ridere in tribuna al Romeo Neri un tifoso in vena di humor), ma chi era sulle tribune dello stadio di Rimini ha vissuto una bella giornata di spettacolo. Prima del fischio d’inizio la Banda Città di Rimini, la performance della bravissima cantante Katia Serafini, poi i gruppi di educatori della Uisp di Rimini. Al termine della partita, sulle note dell’intramontabile inno Rimini Vai, la premiazione con la Coppa assegnata alla prima della classe da parte di un dirigente della Lega di serie D. I giocatori biancorossi sfilano in passerella chiamati ed applauditi uno ad uno e con loro lo staff tecnico e il team manager Adrian Ricchiuti. Da ultimo a raggiungere il gruppone esultante a metà campo è il patron Giorgio Grassi accompagnato allo stadio per la prima volta dall’inizio della sua esperienza in biancorosso dalla moglie. Al loro fianco, nell'ultima fila in tribuna centrale, il sindaco Andrea Gnassi (presente anche l’assessore allo sport Gian Luca Brasini).
Sul palchetto allestito al centro del campo la squadra esulta mentre vengono sparati coriandoli biancorossi e palloncini. “Spero di aver cancellato la patina di diffidenza che ha accompagnato il mio arrivo a Rimini – dice il patron prima del fischio d’inizio – e di aver accresciuto la mia credibilità. Più di così non potevo fare e ora occorre che il peso della società non resti solo sulle spalle di una persona sola”. Nei prossimi giorni per il club e per il patron inizia un’altra partita, forse anche più difficile: è stata lanciata la campagna per l’azionariato diffuso attraverso cui c'è l'ambizioso obiettivo di un milione di euro. La società sta lavorando per rinforzate lo staff tecnico organizzativo.
Il primo tempo della festa finisce con la squadra che riceve il meritato applauso sotto le tribune, il secondo si svolge nella zona del Porto dove i biancorossi arrivano a bordo del trenino elettrico partito dallo stadio.
Intanto mister Luca Righetti nel fine settimana onorerà il voto che fece a suo tempo in caso di promozione: arriverà in mountain bike a Sansepolcro, dove il Rimini domenica prossima chiuderà la stagione, insieme ad un gruppo agli amici di un gruppo sportivo locale. Due tappe da 120 km complessivi (sosta a Lamoli, minuscola frazione del comune di Borgo Pace) con un percorso in sterrato dal dislivello di 2700 metri, passando da Carpegna, Sestino, Sasso Simone e Simoncello e poi verso Via Maggio.
“Nei prossimi giorni cominceremo a parlare con Giorgio della prossima stagione – dice Righetti riguardo al futuro – abbiamo del vantaggio per muoverci e dobbiamo sfruttarlo al meglio. Dobbiamo capire quali sono i nostri programmi, come muoverci, che tipo di giocatori prendere, giovani e meno giovani. Io voglio una squadra a mia immagine e somiglianza, con ragazzi che abbiano voglia di impegnarsi e mettersi in discussione. Se così è possiamo ottenere qualsiasi risultato. E una volta stilati i programmi tutti dobbiamo tirare dalla stessa parte”.
IL TRIPLETE DEI FRATELLI BRIGHI Quella di domenica è stata una giornata particolare per tutta la città, per il Rimini Calcio e soprattutto per i fratelli Brighi che hanno messo a segno uno straordinario triplete. Alla promozione di Andrea (classe 1992) in serie C col Rimini – la seconda dalla serie D alla terza serie – vanno infatti aggiunte quelle di Matteo (1978) con la maglia dell’Empoli, approdato sabato sera aritmicamente in serie A (pareggio per 1-1 contro il Novara), e da ultimo quella di Marco (classe 1983), ieri assente per infortunio, con la maglia della Savignanese salita in serie D grazie al successo di misura sul Corticella. E’ la prima volta in categoria del club gialloblù in cui Marco gioca da due stagioni. Un grande onore per la famiglia Brighi, per la città di Rimini e per il Rimini Calcio che questi tre ragazzi ha fatto crescere e lanciato nel calcio professionistico.
Stefano Ferri
7.5°