Arrivato lo sfratto, al via la raccolta firme a sostegno del campeggio Maximum. Il Comune ci deve aiutare
Chiusura del camping Maximum di Miramare, cittadini e clienti della struttura non ci stanno e preparano lettere e raccolta firme. Il Camping, attivo dal 1958, di proprietà del direttore d'orchestra V...
Chiusura del camping Maximum di Miramare, cittadini e clienti della struttura non ci stanno e preparano lettere e raccolta firme. Il Camping, attivo dal 1958, di proprietà del direttore d'orchestra Valery Gergiev e gestito da riminesi, a fine stagione chiuderà i battenti. Il titolare è intenzionato a vendere e i gestori non possono offrire la cifra chiesta. Da qui lo sfratto che diventerbbe esecutivo alla fine della stagione. I gestori hanno scritto ai clienti informandoli della prossima chiusura, invitandoli a rivolgersi altrove per i loro soggiorni. Ed è proprio dai clienti storici e da cittadini e negozianti di Miramare che arriva forte il "no" alla chiusura della storica attività. Chiedendo l'intervento dell'amministrazione, non sono stati con le mani in mano e hanno organizzato una raccolta firme per evitare il peggio. Tante anche le iniziative personali dei singoli clienti che hanno deciso di scrivere direttamente al sindaco. "La contatto perchè ritengo che un suo intervento sia dovuto non solo per il suo ruolo e la delega di cui è investito" scrive Samuel, uno dei clienti storici della struttura "ma anche per i cittadini e le attività commerciali di Miramare che traggono direttamente o indirettamente profitto anche dalla presenza di quella struttura. Per me, come per tanti altri "stagionali", sarebbe un duro colpo perdere tutte quelle belle amicizie, consuetudini e quei servizi che Miramare ci ha offerto negli anni passati fino ad oggi e non le nascondo che saremmo probabilmente costretti a considerare altre mete (non necessariamente in riviera ovviamente).
Spero voglia raccogliere questo mio appello che condividerò quanto prima con gli altri campeggiatori con i quali ho già discusso durante lo scorso fine settimana e che sono preoccupati dell'evolversi della questione. Non è concepibile che un comune come Rimini, con 5 milioni di presenze sfiorate solo la scorsa estate, possa pensare di privarsi dell'unico campeggio di tutta l'area sud. Sono sicuro che si possa invece considerare qualche investimento in più (personalmente potrei suggerirne diversi).
Resto in attesa di un suo riscontro prima di dovermi arrendere all'idea di "cercare un'alternativa per la stagione 2019" dopo quasi 40 anni di affezionata presenza a Rimini."
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