Crabs, la carica di Maggioli: 'Boni mi ha dato la sua benedizione. Dopo 22 anni di A ho ancora fame'
Michele Maggioli, 41 anni e non sentirli. Dalla serie A2 con imola alla C Gold, con la maglia dei Crabs. Perché questa scelta inaspettata? “Sono sommerso dai messaggi e mi meraviglia muovere ancora co...
Michele Maggioli, 41 anni e non sentirli. Dalla serie A2 con imola alla C Gold, con la maglia dei Crabs. Perché questa scelta inaspettata?
“Sono sommerso dai messaggi e mi meraviglia muovere ancora così tanto interesse (nella foto da pagina fb Andrea Costa). Ringrazio tutti per le attenzioni e l’affetto dimostratomi. Mi sono preso una pausa a fine stagione per capire cosa volevo per la mia vita dopo 22 anni di serie A. L’Andrea Costa, il coach, mi avrebbero confermato, ma non me la sono sentita di dare la mia disponibilità: la vita del pendolare è massacrante. Voglio dedicarmi di più alla mia famiglia, al mio figlio di nove anni, alla mia compagna (la pallavolista Raffaella Calloni, anche lei ha appeso le scarpette al chiodo, ndr)”.
Ha pensato di smettere?
“Ci ho pensato, magari l’avrei fatto se non mi avesse cercato nessuno. Invece si sono fatti avanti i Crabs. Rimini è una piazza storica, vicina alla mia Pesaro, il compito di essere un punto di riferimento per i giovani, in campo e fuori, mi intriga parecchio. Del resto in tutti i club questo è stato sempre un po’ il mio ruolo. Ho un certo ascendente sui giovani. Sono contento. Capicchioni voleva un impegno biennale, gli ho detto che vedo come va quest’anno e poi vedremo”.
Potrebbe essere inserito in futuro nello staff dei tecnici del settore giovanile del Basket Rimini?
“Ho il patentino, ma non è una mia priorità. Una cosa posso dire: non farò mai l’allenatore di una prima squadra. In testa ho un progetto che sto elaborando con un mio amico preparatore atletico, Antonio Rinaldi, che si basa sulla mia esperienza. A 28 anni, uscito dalla Nazionale, ho capito sulla mia pelle quanto sia importante l’alimentazione, la cura del corpo, l’allenamento soprattutto nel periodo estivo, il benessere fisico della persona. Questo è uno dei valori cardine della mia vita, la mia mission per il futuro. Ho verificato tecniche particolari di allenamento su di me. Dai 28 ai 35 anni ho vissuto le mie stagioni migliori tanto che sono diventato il capocannoniere di Legadue (in bacheca una promozione in A1 con Avellino, una Coppa Italia con Jesi, due finali con Bologna e Pesaro. E ancora: per 4 volte miglior giocatore di A2, per 2 il miglior stoppatore, ndr). Rispetto al passato sto molto meglio, non ho dolori, sono in forma. Svolgo lavori specifici. Ecco, vorrei essere un supporto per i colleghi soprattutto nella post season, far capire loro come si affronta al meglio. Io mi alleno ancora tutti i giorni”.
Sa della rivalità cittadina con RBR?
“Non sono addentro alle vicende, magari le capirò più avanti. In astratto posso dire che la rivalità è sempre stimolante e un valore aggiunto per tutti e ve lo dice uno che ha vissuto quella tra Virtus e Fortitudo quando la prima era in A1 e la seconda in B1”.
Un giudizio su RBR?
“Mi sembra una squadra di alto livello. Conosco bene Rivali, un pesarese come me. Molti li vedrò nel week end per un torneo con giocatori di tutta Italia dalla serie A1 in giù a Pesaro organizzato da Hackett”.
Capicchioni ha dichiarato che vuole la serie B. Che consigli gli darà?
“Beh, conoscendo Capicchioni non mi meraviglio. Io sono un rookie di questa categoria, avrò sicuramente qualcosa da imparare e anche alla svelta, dal modo di giocare, all’arbitraggio, non posso dare consigli tanto più a uno come Luciano che ha esperienza e competenza per decidere da solo”.
L’ha chiamata qualche vecchio saggio?
“Sì, Mario Boni. Mi ha detto che ho fatto bene. Ho la sua benedizione. Del resto anche Chiacig gioca in serie C, ci ha giocato a fine carriera Sconochini oro alle Olimpiadi del 2004. Se ci sarà chi la pensa diversamente, amen. Ho fatto la corazza alle critiche, io gioco e mi diverto con intatta la dedizione e la voglia di faticare”.
Stefano Ferri
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