Crescono le imprese straniere in provincia di Rimini, forti quelle albanesi e bengalesi

Trainano commercio, costruzioni, alloggio e ristorazione. Più della metà sono nel capoluogo

A cura di Redazione Redazione
10 agosto 2020 16:15
Crescono le imprese straniere in provincia di Rimini, forti quelle albanesi e bengalesi -
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Crescono le imprese straniere attive in Romagna, in linea con la variazione regionale e superiore all’incremento nazionale. Aumentano le imprese straniere nei principali settori economici: costruzioni, commercio, alloggio e ristorazione, servizi alle imprese e alle persone; in calo solo manifattura e trasporti. Ottima la performance delle società di capitale.

Al 30 giugno nel sistema aggregato Forlì-Cesena e Rimini si contano 7.957 imprese straniere attive, che costituiscono l’11,3% del totale delle imprese attive (12,5% in Emilia-Romagna e 10,8% in Italia); nel confronto con il 30 giugno 2019, si riscontra un aumento delle imprese straniere del 2,2%, in linea con la variazione regionale (+2,3%) e superiore all’incremento nazionale (+1,9%).

Al 30 giugno in provincia di Rimini si contano 4.341 imprese straniere attive, che costituiscono il 12,7% delle imprese attive provinciali (12,5% in Emilia-Romagna e 10,8% in Italia); nel confronto con il 30 giugno 2019, si riscontra un aumento delle imprese straniere dell’1,8%, inferiore all’incremento regionale (+2,3%) e in linea con la variazione nazionale (+1,9%).

I principali settori economici risultano il commercio (34,3% delle imprese straniere), le costruzioni (30,4%), l’alloggio e ristorazione (10,4%), l’industria manifatturiera (5,2%), le altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (4,3%) e Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (3,9%). E rispetto al primo semestre dell'anno scorso crescono le imprese straniere di tutti i principali settori: commercio (+1,4%), costruzioni (+1,9%), alloggio e ristorazione (+1,6%), manifatturiero (+0,9%), altre attività di servizi (+6,2%) e noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (+1,8%). I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive sono costruzioni (27,3%), commercio (17,2%), noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (15,0%), trasporti (13,9%), altre attività di servizi (12,6%) e alloggio e ristorazione (9,7%).

Riguardo alla natura giuridica prevalgono nettamente le imprese individuali (77,9% del totale), seguite, a distanza, dalle società di capitale (13,7%) e società di persone (7,6%); in termini di variazione annua crescono sia le imprese individuali (+0,8%), sia, soprattutto, le società di capitale (+10,6%) mentre calano le società di persone (-1,2%).

In un contesto di analisi territoriale, poi, si evidenzia come più della metà delle imprese straniere provinciali si trova nel comune di Rimini (56,1%), classificato come “Grande centro urbano”; buona anche la presenza nei comuni di Riccione (9,9%), Bellaria Igea Marina (6,4%), Santarcangelo di Romagna (3,8%) e Coriano (1,5%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 21,6%), e di Cattolica (5,0%), Misano Adriatico (3,4%) e San Giovanni in Marignano (1,8%) (”area del Basso Conca”, totale 10,2%). A questi vanno aggiunti i comuni di Morciano di Romagna (2,0%), Montescudo-Monte Colombo (1,4%) e San Clemente (1,3%) (tutti e tre della Valconca), Verucchio (2,1%) e Novafeltria (1,3%) (entrambi della Valmarecchia). I comuni con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive sono Rimini (16,3%), Montescudo-Monte Colombo (13,2%), Morciano di Romagna (12,6%), San Clemente (12,5%), Bellaria Igea Marina (12,4%) e Verucchio (12,2%).

In merito, infine, alle nazionalità, Albania (653 imprese), Bangladesh (364), Romania (356), Cina (308) e Marocco (154) rappresentano i principali Paesi di provenienza degli imprenditori esteri, raggiungendo il 54,3% del totale straniero. Da evidenziare come più della metà delle imprese albanesi e rumene appartengano al settore edile (rispettivamente, 68,1% e 64,6%) e delle imprese bengalesi e marocchine al commercio (nell’ordine, 91,2% e 51,9%). Maggiore equidistribuzione, invece, per le imprese cinesi, dove non vi è un settore che assorbe la metà delle stesse; nel dettaglio, il 44,2% sono attive nel commercio, il 26,0% nel manifatturiero, il 15,9% nei servizi alle persone e il 12,0% nella ristorazione.

Fonte: Infocamere Movimprese-Stock View
Elaborazioni: Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini” a cura dell’Ufficio Informazione economica

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