Insulti omofobi al vicino di casa: padre e figlia a processo

Arcigay si è costituita parte civile. "Reati gravi, di natura discriminatoria e razziale"

A cura di Redazione Redazione
07 luglio 2021 12:53
Insulti omofobi al vicino di casa: padre e figlia a processo - Interno Tribunale di Rimini
Interno Tribunale di Rimini
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Padre 70enne e figlia 50enne di Rimini a processo per atti persecutori nei confronti del vicino di casa. Secondo l'accusa, l'uomo, un trentenne, è stato preso di mira con insulti omofobi dai due imputati, comportamenti che si sono prolungati per più di un anno. Al processo Arcigay Rimini si è costituita parte civile attraverso l'avvocato Christian Guidi, che tutela anche la vittima. Proprio la parte civile ha sollevato la questione sulla composizione monocratica della corte, per l'aggravante contestata agli imputati, per gli atti di matrice omofoba equiparati quindi a discriminazioni o manifestazioni di odio etnico, razziale e religioso (art. 604 ter del codice penale). Questione accolta dal giudice, così dal prossimo settembre il caso sarà valutato dal collegio giudicante, "Per via della gravità dei reati contestati, cioè reati di natura discriminatoria e razziale. L'omotransfobia infatti altro non è che una delle tanti manifestazioni del razzismo, come sostenuto da varie sentenze europee e internazionali non ancora riconosciute in Italia": commenta Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, in una nota. Al processo si è costituito parte civile anche l'ex compagno della vittima. A far naufragare la loro relazione sarebbe stata la tensione provocata dal comportamento dei due imputati, che sono difesi dall'avvocato Alessandro Totti.

 

 

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