Calcio, Oberdan Melini da ds a presidente: 'Così sarà la mia Sampierana'

'Ho tanto entusiasmo, porto esperienza e organizzazione. L'obiettivo è salire in Eccellenza in due anni'

A cura di Redazione Redazione
30 luglio 2021 16:57
Calcio, Oberdan Melini da ds a presidente: 'Così sarà la mia  Sampierana' -
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Oberdan Melini a 69 anni, dopo vent'anni da direttore sportivo, salta dall'altra parte della barricata. Diventa il presidente della Sampierana (Promozione), la squadra della sua città dove da più di vent'anni opera da libero professionista con un avviato studio che si occupa di amministrazione di condomini: il raggio d'azione spazia in gran parte della Romagna, dalla Valle del Savio e tutto il Cesenate a Milano Marittima.

Oberdan Melini, come nasce il nuovo incarico?

“Fino dagli anni Ottanta sono vicino alla società, prima come giornalista di una emittente televisiva in cui conducevo delle trasmissioni e facevo il telecronista delle partite, e poi di un quotidiano locale. Non ho mai fatto mancare un piccolo aiuto economico e dall'esterno ho portato il mio contributo di idee, una sorta di consigliere aggiunto. Alcuni giocatori – cito per tutti Bezzi e Fabbri del Sud Tirol – sono arrivati a San Piero in Bagno grazie a me. Da tre, quattro anni la richiesta degli amici si è fatta più pressante e ora che i miei impegni calcistici sono venuti meno e l'attività lavorativa mi assorbe totalmente, ho deciso di fare il passo”.

Melini senza squadra come direttore sportivo. Come si spiega?

“Mah, è una domanda che va posta ad altri. Vedo che il calcio da qualche tempo è sempre più sorprendente, la meritocrazia un optional. Ho centrato tre promozioni dalla C alla C con San Marino, Bellaria e Santarcangelo, inoltre sempre col Santarcangelo abbiamo guadagnato l'accesso in LegaPro scrivendo pagine importanti in quelle 12 stagioni nel club gialloblu. L'unica cosa che posso dire è che quello che ho fatto me lo sono guadagnato sul campo, non ho mai vissuto di calcio e questo mi ha permesso di non subire condizionamenti e ricatti. Io posso girare a testa alta e di questi tempi non è poco”.

Almeno non ha macchiato il curriculum…

“In venti anni di carriera sono retrocesso una sola volta, dalla serie C2 alla D con il Bellaria ai playout, poi il club è stato ripescato”.

E se un club avesse bisogno del Melini direttore sportivo?

“Mi sono lasciato aperto una finestra: se arriverà la chiamata giusta, alla Sampierana sanno che potrei mollare”.

Ha un rammarico?

"Essere stato contattato dal Rimini ai tempi di Giorgio Grassi il quale mi preferi Ivano Pastore. L'altro cruccio è essere stato vicino al Cesena nella stagione della ripartenz dalla serie D: per me è stato comunque un onore vedere il mio nome abbinato al nuovo Cesena. Da autodidatta sono assolutamente soddisfatto della mia carriera nel calcio anche perché non ho padrini da ringraziare".

I momenti più esaltanti?

“Il 3-3 di Monza che permise al Santarcangelo di mantenere una posizione di classifica per fare la stagione successiva la LegaPro. Prma il successo sul Boiano per 4-0 che significò promozione dalla D alla C2”.

La pagina che vorrebbe strappare?

“Aver ceduto alle lusinghe del Forlì e aver lasciato il Santarcangelo in cui si stava materializzando l'arrivo della nuova dirigenza croata. Un orizzonte che non mi convinceva affatto e i fatti mi hanno dato ragione, purtroppo. Sono certo che se fossi rimasto il club non sarebbe retrocesso come invece è avvenuto (ai playout col Vicenza, ndr)”.

I presidenti tirano fuori i soldi, di solito. E' così anche per lei?

“Siamo tutti sullo stesso piano noi consiglieri, la cifra è uguale per tutti. La società – cosa importante – è solida, senza debiti. Il mio dovere è di mantenerla con i conti in ordine per poter programmare il futuro in sicurezza”.

Lascerà fare il direttore sportivo o metterà becco nelle scelte?

“E' già stata fatta la rosa dal ds Bartoli sotto la regia del mister Madonia”.

Cosa porterà di nuovo il presidente Melini?

“Da un lato organizzazione e programmazione, requisiti indispensabili per una realtà come la nostra; dall'altro tanto entusiasmo e una certa esperienza di tanti anni vissuti in questo mondo”.

Obiettivo?

“Fare un campionato di vertice, salire nel giro di due, tre anni, in Eccellenza, la categoria più pertinente alla nostra realtà. La Promozione ci sta stretta, la serie D è un lusso anche se in passato per un anno l'abbiamo assaggiata: la Sampierana si piazzò quartultima e ne retrocedevano sei. Vinse il campionato il Russi che poi perse lo spareggio con la Pistoiese di Ventura”.

Gli avversari più quotati?

“Dipenderà dal girone: Misano, Gambettola, il Cervia se sarà con noi, sono gli avversari più agguerriti”.

Stefano Ferri

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