Anziana dimessa dall'ospedale a mezzanotte, la figlia: "vi racconto la sua odissea"
Una testimonianza delle difficoltà in questa fase acuta della pandemia
Una donna di Rimini, Roberta C., ha contattato la nostra redazione per raccontare la disavventura capitata alla madre 89enne. Dopo un ricovero in uno degli ospedali della provincia, avvenuto lo scorso 10 gennaio, l'anziana è stata dimessa il 18 gennaio e riportata a casa a mezzanotte, in ritardo di diverse ore rispetto a quanto previsto. "L'ambulanza doveva riportarla a casa alle 15, invece è arrivata di notte, con le labbra e le unghie blu, segno che è stata al freddo". Roberta racconta di aver fatto diverse telefonate, per segnalare il mancato arrivo dell'ambulanza a casa per la dimissione della madre. "C'erano ritardi dell'ambulanza dovuti ai casi di Covid, ma se lo sapevo allora contattavo un'ambulanza tramite trasporto privato, così risparmiavo a mia madre tutta quell'attesa". All'arrivo a casa l'anziana presentava inoltre piaghe all'osso sacro: "Ho telefonato in ospedale più volte chiedendo di farla alzare dal letto, di farle prendere aria alla schiena. Mi avevano dato rassicurazioni. E invece ci siamo ritrovati le piaghe. Quantomeno hanno attivato l'assistenza domiciliare per curarla", spiega la figlia dell'anziana, che si dice amareggiata per quanto avvenuto: "c'è troppa insensibilità verso le persone anziane. Mia madre è stata dimessa molto dimagrita. Durante le videochiamate ho notato inoltre le labbra secche e lei mi riferiva di aver sete. Ci vuole pazienza con lei, per darle da mangiare e bere, e immagino così anche per tanti altri anziani". Infatti, aggiunge, "mi dicevano: mangia poco. Ma bisogna insistere con lei per farla mangiare".
Facendo un passo indietro, l'anziana ha iniziato un percorso ospedaliero a seguito della frattura del femore. Dopo aver contratto un'infezione da batterio in sala operatoria, è stata ricoverata immediatamente e sottoposta a nuova operazione. "In questo caso il personale sanitario si è prodigato per mia madre, sono stati molto bravi e professionali, anche se lascia perplessi il fatto che mia madre abbia contratto un'infezione in ospedale". Il duplice intervento ha lasciato dei postumi alla signora che è stata così ricoverata nuovamente, a seguito di visita nefrologica, non a Rimini (a causa dell'emergenza Covid), ma in un altro ospedale. "É stata molte ore in barella all'ospedale Infermi e anche in questo caso il trasferimento è avvenuto di sera, alle 21", racconta la figlia, che ha scelto di raccontare ciò che è capitato alla madre per dare una testimonianza sul disagio vissuto. "Se non c'è il personale, è necessario attivarsi per reperire il personale. Dove ci sono ricoverati molti anziani, è necessario che essi siano seguiti adeguatamente". In tema di assistenza, la donna incalza. "Mia madre ha 90 anni, non mi hanno fatto mai entrare da lei. Io sono vaccinata, più di così cosa dobbiamo fare?". Racconta che la madre è riconosciuta disabile con connotazioni di gravità secondo la legge 104 del 1992. In tal caso la visita è consentita secondo le regole varate dall'Ausl lo scorso 28 dicembre. "Purtroppo non c'era nessuna persona che ha preso in considerazione la mia richiesta e la sera che ho portato la valigia a mia madre con la biancheria e i pigiami sono stata allontanata".
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