Rimini, sindaco Sadegholvaad "il turismo deve ripartire subito"

Il primo cittadino chiede di iniziare a programmare da subito le azioni per una pronta ripresa del settore

A cura di Redazione Redazione
24 gennaio 2022 08:54
Rimini, sindaco Sadegholvaad "il turismo deve ripartire subito" - Jamil Sadegholvaad (repertorio)
Jamil Sadegholvaad (repertorio)
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Difficoltà del mondo del lavoro soprattutto nel settore turistico, che tanto significa per la Riviera. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad in una nota esprime preoccupazione e chiede con forza di lavorare per cercare di uscire al più presto dalla fase emergenziale.

"La comparazione tra 2019 (anno pre Covid) e 2021 in ordine alle cosiddette 'posizioni di lavoro' mostra un saldo negativo di quasi 23 mila occupati nel Paese" dice il sindaco "Mentre gran parte dei settori ha ritrovato e superato i numeri del periodo pre pandemico (costruzioni, alimentari, terziario professionale), le aree imprenditoriali di più grave crisi sono soprattutto quelle legate all'ospitalità e all'intrattenimento.  E si tratta di decine di migliaia di posti di lavoro, cancellati, precari o a fortissimo rischio. A cavallo dell'anno, la diffusione rapidissima della variante Omicron ha spento ancora una volta le insegne di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi: ho visto, anche a Rimini, reazioni responsabili, dovute alla consapevolezza del delicato momento sanitario e sociale. Ma adesso occorre anche guardare in avanti e non solo all'oggi. Vuol dire che l'economia e l'occupazione non possono continuare a essere appesi a ristori e agevolazioni, peraltro ritagliate in un debito pubblico che prima o poi dovrà essere pagato."

Uscire dall'emergenza e trovare una strada reale di convivenza con il virus "Ma dobbiamo tornare a programmare adesso perché, come avverte anche Federturismo, 'se entro i prossimi 30 giorni non supereremo la quarta ondata dell'epidemia, non imboccheremo la via della ripresa nel 2022'." dice ancora il sindaco.

L'approccio cauto deve essere la costante ma bisogna anche "definire i criteri di una nuova normalità, in cui la paura non paralizzi ogni spinta alla ripresa. In una intervista recente, il Ministro al Turismo Massimo Garavaglia esprime alcuni concetti condivisibili, a partire da quella più evidente: in Italia si parla di Covid in maniera molto più emergenziale e ossessiva che altrove. Quindi, sottolinea l'esponente del Governo, le misure restrittive sui viaggi internazionali, molto più rigorose in Italia che altrove con il risultato che aree concorrenti dalle normative o approccio più flessibili (es. la Spagna) sottraggono clienti ai nostri operatori. Ci stiamo sparando sui piedi, chiosa Garavaglia."  
 

Il sindaco sollecita il ritorno ad una programmazione anche a breve termine "e vuol dire ripartire 'normalmente' a primavera. Ma è necessario deciderlo ora perché un'industria come quella turistica non si accende o si spegne con un clic sull'interruttore. Questa cosa è bene dircela, senza volere entrare in un dibattito da 'prima quello e poi questo', di una classifica tra cose è indispensabile e cosa non lo è." Il settore turistico non riguarda solo poche persone ma coinvolge la vita di tante famiglie, di giovani ed adulti "Il turismo, anche a Rimini, ha dato con responsabilità e senso del dovere da marzo 2020, così come l'intera Italia. Ma ora non può più attendere." continua il sindaco.

Al Parlamento impegnato nell'elezione del Presidente della Repubblica "Rimini e il suo principale settore industriale e economico, che occupa 70 mila persone e genera un valore economico di 4,6 miliardi di euro all'anno (dato pre pandemia), chiede di agire e dare respiro a una ripartenza che non può attendere oltre poche settimane. Non si tratta di ristori ma della possibilità di tirarsi su in piedi definitivamente, facendo finalmente in modo che il mantra della 'convivenza con il Covid' non sia solo un guscio lessicale ma un concreto progetto di ritrovata normalità. "
 

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