Salvataggio di Rimini 'necessità di indipendenza' dai bagnini
I Marinai di salvataggio hanno scritto una lettera a Bonaccini e Corsini chiedendo un incontro
Il lavoro dei Marinai di Salvataggio, comunemente detti 'Salvataggio', "dovrebbe rispondere unicamente alle necessità della sicurezza in mare e battigia, che devono essere slegate da quelle del profitto, che tendono strutturalmente ad abbatterne i costi e quindi ad abbassarne la qualità. Per questo pensiamo debba diventare un servizio pubblico gestito dal pubblico, e non subappaltato al privato. Ci sembra un'anomalia evidente a cui pensiamo sia giunta l'ora di mettere fine". E' quanto scrivono, in una lettera aperta inviata al presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e all'assessore regionale, Andrea Corsini, i Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini che chiedono, di fatto, l'indipendenza dai bagnini. "Abbiamo letto del vostro interesse nei confronti della spiaggia e del mare della nostra regione – osservano in un passaggio della lettera – e, per meglio dire, abbiamo notato il vostro impegno a favore degli attuali concessionari di spiaggia. Ebbene, visto che è lì che lavoriamo, avremmo alcune cose da dirvi riguardo a come migliorare il nostro servizio, che va dal mare alla spiaggia e tutela tutte le persone che li frequentano, cosa necessaria per il settore turistico locale. Mettiamo subito in chiaro – evidenziano – che non è nostro interesse entrare nella bagarre sulle concessioni balneari. Il fatto è che, quali che siano i futuri concessionari di spiaggia, abbiamo iniziato a sentire la necessità di divenire indipendenti da loro, diventando servizio pubblico a tutti gli effetti come già lo siamo di fatto". Anche perché, sottolineano i 'Salvataggio' riminesi, "negli ultimi anni abbiamo assistito al all'emergere del lavoro nero (o grigio) e al mancato rispetto dei contratti, in alcuni casi ai tagli sulla manutenzione dei mezzi a nostra disposizione (già desueti) e sui corsi di aggiornamento, a postazioni scomparse per far risparmiare qualche imprenditore e quindi a casi di mancato rispetto dell'ordinanza balneare, ed al mobbing per chi cerca di far emergere che la sicurezza in mare non dovrebbe essere governata in base a logiche di risparmio aziendale. Ci siamo allarmati – aggiungono – perché non stiamo parlando di pochi casi isolati, ma di una tendenza in espansione". Inoltre, quanto ai "tavoli sulla questione delle concessioni balneari, ci pare giusto che vi facciate portavoce anche delle richieste al Governo di chi in spiaggia lavora: a quei tavoli devono poter partecipare anche le parti sociali, i sindacati dei lavoratori del settore e le associazioni in difesa dell'arenile come bene di tutti. Per tutte queste motivazioni – concludono i 'Salvataggio' – data la vostra attenzione al nostro ambito lavorativo, siamo qui a chiedervi un incontro al riguardo".
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