Disagio giovanile e malattie psichiche, la cura parte in classe grazie a Noi LiberamenteIndieme - Progetto Itaca
L’Associazione "Noi liberamente insieme" promotrice con il patrocinio del Comune di Rimini e dell’AUSL di Rimini
Di Maria Assunta (Mary) Cianciaruso
Prevenire il disagio psichico e giovanile e sviluppare azioni volte alla promozione della cura e del benessere di questa fascia di popolazione, è la mission del Progetto Itaca – Yoth in Mind, partito contemporaneamente in 20 città italiane, tra cui Rimini e Riccione. Del progetto si occupa l'associazione Noi liberamente insieme – Progetto Itaca Rimini, nata 10 anni fa attraverso il gemellaggio con Progetto Itaca Milano che é la casa madre, e si è sviluppato in tutta Italia te mesi fa ed è partito nelle 18 sedi di Progetto Itaca. ll progetto, denominato Yoth in Mind, vede la collaborazione del dottor Riccardo Sabatelli, dirigente centro salute mentale Rimini e Riccione, e del dottor Andrea Tullini, dirigente neuropsichiatria infantile, durerà fino a giugno 2023, prevede incontri, confronti, momenti conoscitivi nelle scuole superiori di Rimini e Riccione.
Periodo storico non ha agevolato il disagio giovanile
Il disturbo mentale è una condizione che si può presentare in qualsiasi momento della vita, con maggiore incidenza tra persone tendenzialmente già fragili, in questi due anni la solitudine, il distanziamento, l’isolamento, la Dad, hanno acuito quella patologia che, da un campanello d’allarme magari trascurato, possono cronicizzarsi. Ecco che l’associazione Noi libera-mente insieme, – Progetto Itaca con i suoi volontari e le figure di riferimento adatte, organizza questi cicli di incontri.
Come si svolgono gli incontri
Agli incontri, come detto, partecipano anche delle figure professionali che intervengono qualora il sentore del disagio diventa una certezza e “il compito di chi fa parte del progetto – spiega Paola Monaco, presidente dell’associazione – è quello di far capire al genitore che ci si può ammalare di malattie psichiatriche e non è uno stigma. I giovani cominciano a 14 anni circa, con disturbi dell’attenzione, problemi con il cibo, isolamento, per poi “esplodere” con crisi vere e proprie verso i 17-18 anni. Ecco perché il nostro compito è quello di individuare i soggetti fragili e lavorare con loro, per evitare di arrivare a crisi gravi o, ancora peggio, alla cronicizzazione della patologia”.
Costante è la formazione di volontari e operatori, visto anche gli interventi di estrema delicatezza che nelle scuole vengono fatti: si tratta per ogni figura di un periodo di sei mesi di cui si occupa l’associazione da Milano, per poi scendere in campo con le giuste competenze ed entrare nelle scuole insieme a psicologi e psichiatri.
L’utilità degli incontri e del dialogo
Spesso il primo passo per affrontare la situazione e guarire è quello di ammettere di avere un problema, ma questo vale anche per i familiari. “I ragazzi non si avvicinano in autonomia alla figura dello psicologo – spiega Monaco – denunciando il proprio disagio e il proprio dolore. Siamo noi che dobbiamo intercettarli. Nelle scuole utilizziamo una comunicazione fatta di slide, test, questionari anonimi. Il progetto mette al centro la possibilità per i partecipanti di interagire con un medico esperto di salute mentale; prevede alcuni sondaggi ai quali rispondere singolarmente e in tempo reale e la possibilità di intervenire direttamente con domande, dubbi o racconti delle proprie esperienze.
Il tutto riesce a darci il polso della realtà di una determinata classe e agire di concerto con gli altri insegnanti”, conclude Monaco. La mano deve essere tesa dagli adulti, perché i ragazzi hanno mancanza di autostima, non ammettono di avere un disagio.
L’associazione
L’associazione “Noi libera-mente insieme – Progetto Itaca” di Rimini è già un punto di riferimento a livello socio-sanitario, è stata fondata da tre mamme. A rappresentarle la presidente dell’associazione, Paola Monaco, che oggi conta già 200 soci da varie parti della provincia, e risponde a un’utenza che si attesta attorno ai 7000 pazienti in cura solo al Centro di salute mentale riminese e ben 2500 in quello, ben più piccolo, di Riccione.
“Sono arrivate tante richieste dalle scuole del territorio che vogliono ospitare il progetto. Ora abbiamo contattato i presidi, insegnanti e genitori per poi poter partire con gli incontri nelle classi, inizieremo con l’istituto Malatesta ad aprile, toccando tutti gli istituti del territorio. Il nostro obiettivo – conclude la Presidente – è quello di intercettare finanziamenti affinchè questo progetto diventi più strutturato e continuativo”.
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