Calcio, è morto Renato Zara: portò il Cattolica in C2. Lo allenò per cinque stagioni

Aveva 89 anni. Lanciò diversi giocatori tra cui l'attaccante Bobo Gori: fu ceduto al Cagliari

A cura di Redazione
03 marzo 2022 17:07
Calcio, è morto Renato Zara: portò il Cattolica in C2. Lo allenò per cinque stagioni -
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E’ morto l’ex tecnico Renato Zara, classe 1932.  Da tempo era malato. Un personaggio molto noto in Romagna per aver allenato il Cattolica dal 79-80 all’83-84, le stagioni più esaltanti del calcio cattolichino contrassegnate dalla presidenza Giammattei. Tutti gli sportivi cattolichini si stringono con affetto attorno alla famiglia condividendone il dolore.  
Zara alla prima stagione portò i giallorossi in serie C2 dalla D e per le altre quattro mantenne la categoria. In precedenza allenò la Palmese, successivamente Giulianova, Jesina, Sanremese, tutte in serie C2. 
Bobo Gori, cresciuto nel Rimini, fu uno dei giocatori lanciati al Cattolica da Zara: la sua carriera si è spesso incrociata con quella del mister. “E’ una notizia molto triste – esclama commosso l’ex attaccante e ora allenatore – Renato per me era come un padre. L’ho avuto a Cattolica in C2 per due stagioni. Fu il mio trampolino di lancio. Il primo anno quarto posto, fu una stagione esaltante: il giovane Betta in porta, Tappi in attacco, Cerri, Solfrini. Una squadra attrezzata, purtroppo Anconitana e Mestre lo erano di più e furono promossi. Al Calbi c’erano anche duemila spettatori, molto entusiasmo. Io giocai 26 partite con sei reti”.
La seconda come andò?
“La squadra era meno competitiva. Ci salvammo all’ultima giornata nonostante la sconfitta a Francavilla perché il Senigallia, che inseguiva a due lunghezze, pareggiò col Lanciano. A livello personale andò bene: 11 gol in 31 partite. Lo schema era semplice: palla lunga per il sottoscritto. Allora si marcava a uomo, e io nella bagarre non mi tiravo indietro”.
Che tipo era Zara?
“Aveva un debole per me. Gli facevo anche degli scherzi, ma mi perdonava sempre. Ero schietto, ci prendevamo a brutto muso, ma alla fine nessun rancore. Ricordo una sua sfuriata dopo un rigore sbagliato contro l’Osimana, mi spedì fuori rosa per due giorni, salvo richiamarmi per la trasferta successiva di Brindisi dove vincemmo con una mia rete. Ci abbracciammo alla fine. Zara non poteva fare a meno di me, ma io non ne approfittavo. Aveva tante conoscenze, sapeva prendere giovani di valore. Urlava tanto ed era scaramantico all’eccesso, aveva manie pazzesche. Quando si vinceva, la settimana seguente voleva ripetere per filo e per segno le stesse cose. Era sempre elegante in panchina – continua Gori divertito – . Quando si vinceva e il campo era pesante, gli tiravo del fango sulla giacca e Renato abbozzava”.
Gori a 22anni fu venduto dal Cattolica(aveva segnato 11 retri) al Cagliari per circa 200 milioni di lire. Era la stagione 83-84, mister Mario Tiddia. C’è l’ex Rimini Minguzzi in porta, il peruviano Uribe, l’uruguaiano Vittorino, e ancora Ravot, Piras, Carnevale.  Una gran concorrenza in attacco.
“Dopo la stagione di Foggia in C1  – riprende Gori – mi feci convincere da mister Renato Zara per seguirlo a Jesi in C2. Il ds era Ermanno Pieroni mentre dall’altra parte c’era Ernesto Bronzetti. Mi vennero a prendere a casa, fecero leva sulla mia voglia di riavvicinarmi a casa e in un modo o nell’altro riuscirono a convincermi. Successivamente lo ritrovai alla Sanremese sempre in serie C2. Segnai tre gol in 16 partite”.
Stefano Ferri

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