Pasticceria Vecchi, cambio di proprietà: 'Dopo 40 anni andiamo in pensione'. Lunedì ultimo giorno
I tre titolari dall'85 al 2003 in piazza Cavour, poi nel Borgo San Giuliano. Fellini tra i clienti. Spazio anche agli aperitivi
Di Stefano Ferri
La Pasticceria da Vecchi nel Borgo San Giuliano di Rimini cambia padrone. Oriano Paci, la moglie Michela Barbieri e il fratello Massimo – rispettivamente di 67, 68 e 66 anni- , i titolari dell'attività dal 1985 ad oggi, vanno in pensione dopo cinquant'anni di onorata carriera: i primi vissuti nella Caffetteria Giovannini di via Michele Rosa che loro stessi inaugurarono, gli ultimi 36 a capo di Vecchi: dal 1985 in piazza Cavour – 'Vecchi' si trovava adiacente all'ex Banca Nazionale dell'Agricoltura e ora Montepaschi – e dal 2003, dopo la scadenza del contratto d'affitto, si è trasferita nel Borgo San Giuliano. Chi subentrerà al loro posto? La società che gestisce da anni e con successo alcune note attività di ristorazione nello stesso Borgo e che a quanto pare non ne snaturerà il dna.
Lunedì saranno serviti gli ultimi caffè e venduti gli ultimi vassoi delle succulenti paste di ogni tipo sfornate dal bravissimo pasticciere in servizio da 37 anni, sempre uno di famiglia, Paolo Barbieri, che invece rimarrà saldamente (e fortunatamente) al suo posto perché non è ancora in età da pensione. Una assoluta garanzia per noi consumatori vista la bontà di panettoni, torroni, colombe, le semplici paste, castagnole, biscotti e quant'altro, soprattutto le rinomate piade dei morti la cui ricetta è stata gelosamente tramandata per decenni.
“Nessun segreto, la ricetta della piada dei morti e gli ingredienti sono risaputi, il vero segreto è il loro amalgama che è stato tramandato e insegnato fin dalle origini” spiega Michela da dietro il bancone mentre i clienti fanno domande sui perché e sui percome lascino la tolda di comando. Altri scattano selfie e firmano uno striscione bianco affisso alla parete ricco di autografi e con una grande scritta: Grazie. Da martedì il locale rimarrà chiuso per lavori di restyling.
La Pasticceria Vecchi è un punto di riferimento della città. Più di una Bottega Storica. Nasce nel 1850, poi passa nelle mani della famiglia Brunori e successivamente in quelle di Anna Maria Bettiol in Dovesi che aveva la caffetteria sempre in piazza Cavour denominata “Spazi”. Per quasi 40 anni Vecchi è stata in quelle sicure di Oriano, Michela e Massimo che hanno osservato la parabola di sindaci, amministratori, imprenditori, raccolto le confidenze e le proteste di cittadini comuni, festeggiato le gesta dei campioni dello sport.
Perché avete deciso di mollare?
“Siamo stanchi, tiriamo la carretta da tanti anni, abbiamo sempre lavorato almeno dodici ore al giorno e trovare personale che ci dia una mano è sempre più difficile. I nostri figli sono impegnati in altre attività, uno fa lo chef e l'altro è un tecnico informatico – dicono Oriano e Michela – e infine gli ultmi anni con la pandemia è stata molto dura. Era il momento per mollare. Ci è arrivata l'offerta giusta e abbiamo preso la dolorosa ma inevitabile decisione: andiamo in pensione”.
Verrà cambiato il nome?
“No, rimarrà Vecchi. L'attività resterà la stessa e sarà integrata, ci sarà anche spazio per gli aperitivi. L'orario di chiusura delle 20 sarà posticipato. Sarà riformulato il dehors. Lasciamo la nostra licenza in mani sicure, ad imprenditori che hanno capacità ed esperienza ed ai quali auguriamo ogni fortuna”.
Non vi assale la nostalgia?
“Abbiamo tanti bellissimi ricordi, innumerevoli gratificazioni della clientela, nel cuore una galleria di innumerevoli personaggi che hanno fatto la storia di Rimini e a cui saremo per sempre legati. Per esempio, Federico Fellini annunciava il suo arrivo a Rimini con una telefonata in cui richiedeva una particolare ciambella con il limone gratugiato. Per certi versi siamo dispiaciuti, ma questa è la vita”.
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