Grandi Officine, una corona per ricordare i caduti nel bombardamento
Il ricordo dei caduti e del 22enne ferroviere partigiano Walter Ghelfi, fucilato brutalmente nel '44
Si è svolta questa mattina (mercoledì 22 aprile), negli spazi delle ex Officina Grandi Riparazioni in viale Tripoli, una sentita cerimonia di commemorazione per il 77° anniversario della Liberazione d’Italia.
Durante la cerimonia è stata deposta una corona presso il monumento in memoria dei lavoratori caduti, sito nel cortile interno delle Grandi Officine, uno dei primi luoghi colpiti nei bombardamenti della città di Rimini.
Numerosi i partecipanti tra cui diversi operai, i rappresentanti della Polizia ferroviaria, l’ing. Antonio Bernardini, Responsabile dello stabilimento, l’Assessora alla Mobilità Roberta Frisoni, Lanfranco De Camillis dell’ ANPI, Paolo Zaghini, dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea della Provincia di Rimini, e Don Lauro Bianchi.
Significativo il ricordo del ferroviere Walter Ghelfi, ucciso all’età di 22 anni. Nato il 3 agosto 1922 a Rimini, dove era residente, Ghelfi aderì presto alla Resistenza militando nella 8^ Brigata, dove divenne “Commissario politico di compagnia”. Catturato durante il grande rastrellamento di aprile '44 in Romagna, detenuto dapprima a Forlì e poi Bologna, il 5 luglio 1944 fu trasferito con altri detenuti politici al campo di concentramento di Fossoli, dove alcuni giorni dopo – il 12 luglio – fu fucilato assieme ad altri 66 internati nell'eccidio del poligono di Cibeno.
Walter Ghelfi fu riconosciuto dalla Commissione Regionale partigiano della 8^ Brigata, con un ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 12 luglio 1944 e insignito della medaglia d’oro.
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