Libera scelta nome sul registro: "senza, i giovani soffrono disagio e rischiano di non venire a scuola"
Le parole di Fabiola Perazzini, referente Bullismo del liceo Serpieri di Rimini
Dopo il caso di una scuola di Ravenna, dal prossimo anno scolastico anche al liceo scientifico-artistico 'Alessandro Serpieri' di Rimini sarà attiva la carriera alias. I giovani, anche minorenni, transgender o gender variant potranno cioè trovare sul registro elettronico il proprio nome e genere d'elezione.
L'iniziativa "è nata semplicemente da un'osservazione" e da "un ascolto dei ragazzi con cui siamo a contatto tutti i giorni", spiega la referente Bullismo dell'istituto, Fabiola Perazzini. Quando un alunno si sente escluso, "il rischio è anche di perdere dei ragazzi – avverte la docente – perché poi se si crea disagio non vengono più a scuola. Ci sono stati tentati suicidi, problemi di anoressia e quindi è anche una questione sociale", racconta. La proposta non ha trovato ostacoli. Tutte le componenti del Consiglio d'istituto (studenti, genitori, docenti e ATA) "hanno approvato all'unanimità questa delibera", sottolinea la professoressa Fabrizia Mattioni. "In occasione della giornata contro l'omo-trans-bi-fobia abbiamo deciso di renderlo pubblico sulla homepage, perché è una cosa di cui andiamo fieri", dichiara.
Arcigay Rimini plaude la dirigenza scolastica, perché la misura adottata – spiega il presidente Marco Tonti – fa capire agli studenti "che le istituzioni sono sensibili ai temi dell'identità e dell'orientamento sessuale". Ma le polemiche non sono mancato. C'è chi dice "anch'io domani vengo e decido di farmi chiamare…" con un altro nome, riporta la prof. Perazzini, che avverte: "Non banalizziamo le cose. Si tratta di persone che stanno affrontando un percorso da anni con psicoterapeuti, con famiglie molto spesso devastate". Quello che vedono le due docenti è un gap generazionale, con gli adulti più restii al cambiamento. Dell'approvazione del carriera alias, Mattioni ha parlato in classe con i propri alunni. "Cadevano dalle nuvole dicendo, 'va bene, e quindi? Qual è il problema?'. I ragazzi sono sicuramente più avanti".
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