Piano Padulli, Consiglio di Stato dà ragione al comune di Rimini: respinti ricorsi dei privati

La vicenda risale al 2006

A cura di Redazione Redazione
07 luglio 2022 11:24
Piano Padulli, Consiglio di Stato dà ragione al comune di Rimini: respinti ricorsi dei privati -
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Con sentenza n. 5603/2022, depositata e comunicata il 5 luglio, il Consiglio di Stato Sez. IV ha respinto i tre appelli di alcuni privati, che contestavano i principi perequativi e le modalità di attuazione del Piano Particolareggiato Padulli, approvato dalla giunta comunale nel 2006, appelli proposti a seguito della sentenza del Tar del 2014 che già aveva riconosciuto la sostanziale legittimità del Piano. 

La vicenda risale al 2006: il Comune di Rimini approvò un Piano particolareggiato che disponeva una capacità edificatoria divisa in parti uguali per i proprietari di terreni situati nella zona ‘Padulli’, in un ambito ampio alle porte della città, tra l’autostrada, la Marecchiese e la SS16. La maggior parte dei proprietari interessati (oggi circa l'85% i) hanno dato seguito alle previsioni del Piano, si sono riuniti in un Consorzio, e ne stanno portando avanti l’attuazione. 

Ai sensi del Piano il Consorzio si è fatto carico della realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione necessarie ed esplicitate dal Piano. 

Alcuni proprietari non aderenti al Consorzio si sono rivolti prima al TAR e poi al Consiglio di Stato per contestare i principi "perequativi" del Piano Particolareggiato che assegna uguale capacità edificatoria alle "proprietà" individuate al 1994 e non in maniera proporzionale alla dimensione dei lotti di proprietà e prevede il ricorso alle procedure espropriative per consentire il completamento del Piano stesso in caso di mancata attuazione da parte di alcune proprietà. La sentenza del Consiglio di Stato conferma la validità di tali previsioni già inserite nel PRG del 1999. 

In ragione della parziale attuazione del Piano approvato nel 2006, con propria deliberazione n. 81/2021, il Consiglio Comunale ha adottato un "Piano di Completamento" di iniziativa pubblica; entro l'anno lo strumento attuativo tornerà in aula per l'approvazione ai sensi di legge e, nella sua stesura definitiva, terrà conto anche delle sentenze emesse da Tar e Consiglio di Stato. 

 

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