Rimini, ristoratori pronti a mettere le bollette in vetrina: 'Ecco perché dovremo aumentare i prezzi'
L'iniziativa della Fipe Confcommercio. Callà: 'servono interventi della politica'
I ristoratori e i titolari di bar di Rimini, sotto la sigla della Fipe Confcomercio, pronti a mettere in vetrina le bollette, seguendo l'esempio del ristoratore della provincia di Cremona salito agli onori della cronaca nazionale. Un modo per sensibilizzare la clientela e per preparla agli inevitabili aumenti dei prezzi del menù, durante una crisi energetica che ha portato a rincari del 300% della bollette del gas e della luce, rispetto al 2021. "L’obiettivo è informare i cittadini sulla situazione di difficoltà che le nostre imprese continuano a vivere dopo oltre due anni di misure restrittive dovute alla pandemia", spiega il presidente di Fipe-Confcommercio Rimini Gaetano Callà, che evidenzia quanto in Italia l'aumento del prezzo della ristorazione, finora, sia sotto inflazione: "In Europa siamo quelli che hanno aumentato meno i prezzi, erodendo così i margini e in alcuni casi lavorando sotto costo".
Alla politica non si chiedono rimborsi e sussidi, ma "un credito d'imposta sugli aumenti energetici e che ci sia un tetto al costo dell'energia, altrimenti non è possibile lavorare". "Un credito di imposta del 15% per l’energia elettrica non è assolutamente adeguato agli extra costi che le imprese stanno sostenendo. Serve di più e bisogna fare presto, altrimenti si rischia di innescare una spirale di inflazione destinata a gelare i consumi", chiosa Callà.
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