Lettori al sindaco di Rimini: 'Meglio Natale al buio che case al gelo'
L'intervento social del primo cittadino sulla crisi energetica ha spinto alcuni cittadini riminesi a rispondere
Con una lunga e-mail firmata "cittadini riminesi" un gruppo di lettori di altarimini.it ha voluto replicare, per mezzo stampa, alla nota pubblicata dal sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad sui social, nella quale il primo cittadino prometteva, tra i sacrifici dell'austerity energetica, un Natale e un Capodanno di festa.
Il primo pensiero del sindaco "analizzato" dai lettori è il seguente: "Conterremo la spesa energetica delle nostre città secondo le opportune disposizioni del Governo. Ma, con fantasia, sobrietà e creatività, se non arriveranno naturalmente divieti espliciti, a Rimini faremo in modo che possa splendere il Natale e il Capodanno. Perché mai come quest'anno avrà un forte valore simbolico di Comunità. Sarà una festa, diversa ma comunque festa di comunità in una fase poche volte vista prima".
Piccata la replica: "Fantasia? Sobrietà? Creatività? Di grazia siamo estremamente curiosi di sapere cosa voglia dire spegnere le luci o abbassare i termostati con creatività, probabilmente lo dovremo fare indossando il naso da pagliacci? L’assurdità di questo paragrafo è che lui vorrebbe che tutti quanti rinuncino a qualcosa per poter accendere le luminarie? Dovrei stare al freddo, chiudere il mio negozio, perdere degli introiti, per accendere delle lucine colorate?". I lettori evidenziano: "In una economia di sacrifici le futilità devono essere le prime cose ad essere illuminate, quindi caro sindaco se i cittadini verranno costretti a sacrifici e perdere guadagni, oltre che la salute, il comune dovrà fare lo stesso e mantenere tutta la città al buio e cancellare qualsiasi evento se non illuminato con candele".
In merito invece alla necessità di riconfigurare e modificare la vita sociale, il sindaco evidenziava: "E' evidente come la nostra vita e i nostri comportamenti dovranno mutare segno. Lo sintetizza bene un quotidiano nazionale: basta tutto e sempre, torna la vita lenta. Al di là della fase emergenziale che potrà durare settimane o mesi, la necessità di riconfigurare vita privata, lavoro, relazioni intorno a concetti e abitudini ormai dimenticate (per chi ha più di 40 anni) o del tutto sconosciute (gli under 40) sarà la nuova normalità. Almeno per un po'". I cittadini, in risposta, sottolineano che non si tratti di una mutazione forzata, conseguenza di "un cataclisma naturale", ma è un cataclisma "creato dalla nostra politica" – riferimento alle sanzioni applicate alla Russia – che "si potrebbe concludere veramente in brevissimo tempo, con un bagno di umiltà, dichiarando che tutto ciò che è stato fatto nei mesi passati è stato tutto il contrario di ciò che sarebbe dovuto essere per preservare la comunità a questi eventi, e poi agire di conseguenza per ripristinare certi rapporti".
I cittadini riminesi collegano l'attuale crisi energetica alla crisi sanitaria, la futura austerity ai confinamenti durante la fase pandemica, anche perché è molto probabile che nel cuore dell'inverno si debba ricorrere a coprifuoco, chiusure anticipata di ristoranti e locali: le parole del sindaco sulle abitudini dimenticate o sconosciute, si riferiscono infatti verosimilmente alla necessità per molti di modificare i propri orari, e di uscire a cena la sera in anticipo rispetto a ora: "Riconfigurare la vita privata? Di nuovo? Questa è una frase che sentiamo da troppo tempo e troppo spesso, e quello che infastidisce è che noi cittadini dovremmo riconfigurare, come fossimo macchine, le nostre abitudini per Vostre scelte scellerate e nemmeno appoggiate dall’opinione pubblica".
Il sindaco viene accusato di essere scollegato dalla realtà: "Se queste bollette energetiche continueranno a correre in questo modo il problema dei consumi non si pone, in quanto tutte le aziende saranno costrette a fermarsi e se le aziende si fermano anche gli stipendi si fermano, e se gli stipendi si fermano come si pagano le bollette in famiglia? Con i buoni propositi?". I cittadini esortano il sindaco a capire "che ci sono situazioni familiari, non poche, difficili e difficilissime, dove magari proprio per le scelte assurde fatte e appoggiate dal suo partito si ritroveranno disoccupati con qualsiasi tipo di spesa necessaria al minimo sostentamento della propria famiglia aumentate in maniera spropositata senza che i propri stipendi si siano adeguati nemmeno per un paio di mesi".
La lettera dei cittadini si conclude con un invito alla politica a scendere dal piedistallo, nella consapevolezza che "i sacrifici" li debbano compiere "chi se li può permettere" e che essi debbano essere comunque "necessari per un bene comune" e non per l'incompetenza della poltiica e per le sue scelte.
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