Crisi energetica, a Riccione rimane divieto di usare caminetti e impianti di vecchia generazione

Bocciato l'ordine del giorno della Lega che chiedeva al comune di seguire l'esempio di Rimini e Santarcangelo

A cura di Redazione Redazione
28 ottobre 2022 10:41
Crisi energetica, a Riccione rimane divieto di usare caminetti e impianti di vecchia generazione -
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Diversamente da Rimini e Santarcangelo, Riccione non deroga all'ordinanza regionale sulla qualità dell'aria. Rimane dunque il divieto di utilizzare camini domestici al di sotto dei 300 metri di altitudine, salvo siano impianti a combustione di biomasse legnose di classe 3 stelle o superiori, oppure se questa tipologia di impianto costituisca effettivamente l'unica fonte di riscaldamento. 

L'assessore Christian Andruccioli evidenzia: “Non si può dare risposta al problema del caro bollette violando una norma, né può essere affievolita l’efficacia delle leggi poste a tutela della salute per dare soluzione a una emergenza di carattere economico. Ciò posto, l’amministrazione comunale di Riccione agirà su tutti i tavoli, di concerto con le amministrazioni del Bacino Padano, per chiedere al Governo tutte le misure necessarie per fronteggiare questo insostenibile rincaro dei costi di energia elettrica e gas”. 

Il dibattito è sorto in consiglio comunale ieri sera (giovedì 27 ottobre) a seguito dalle presentazione di un ordine del giorno, poi respinto, da parte della consigliera di opposizione Elena Raffaelli (Lega). 

“Alcuni sindaci sono già stati costretti a tornare sui propri passi – fa notare Andruccioli -: è il caso per esempio del Comune di Sassuolo, dove, di fronte alla prospettiva di subire sanzioni molto onerose per violazioni delle normative, che naturalmente ricadrebbero sulle tasche di tutti i cittadini, si è preferito ripristinare la limitazione alla combustione di biomasse legnose”.

L'amministrazione comunale della Perla Verde prepara i bandi da 400.000 euro complessivi per sostenere e imprese nel pagamento delle bollette e sollecita il Governo. “La Regione Emilia Romagna, in sinergia con Veneto, Lombardia e Piemonte, ha già prodotto un ordine del giorno molto chiaro: vorremmo seguirne l’impostazione e per tanto invitiamo le forze politiche della città a fare fronte comune”, evidenzia Andruccioli.

LE RICHIESTE AL GOVERNO Per prima cosa si mette in evidenza la necessità di chiedere, insieme alle quattro regioni padane, l’erogazione di un bonus per abbattere i costi che le famiglie stanno sostenendo per l’acquisto di gas ed energia, unitamente a un’accelerazione per giungere a fissare un tetto al prezzo del gas. Al Governo viene inoltre chiesta una moratoria sui distacchi dei contatori fino alla fine della stagione invernale.

Quanto al tema dei caminetti, si chiede di definire, nell’ambito del Bacino Padano, “ogni misura utile a consentire alle famiglie di scaldarsi anche utilizzando impianti di combustione di biomassa legnosa nelle more della definizione del bonus nazionale e del tetto al prezzo del gas – si legge nell’ordine del giorno approvato dal consiglio regionale dell’Emilia Romagna – valutando le necessarie compensazioni in termini di riduzione delle emissioni atmosferiche, anche in considerazione degli effetti benefici che gli investimenti già realizzati stanno producendo sulla qualità dell’aria”. 

Fa notare l’assessore Andruccioli: “In questo caso le misure compensative servirebbero proprio a proseguire nell’azione di tutela della salute pubblica che non può essere messa su un piano di livello inferiore rispetto al problema del caro bollette. Dobbiamo dare risposte pronte e concrete ma possibili”.

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