Black Friday e crisi economica: una mazzata per il commercio tradizionale
Zanzini (Federmoda) chiede al governo urgenti interventi, in primis una riduzione dell'iva
Si avvicina il Black Friday e il presidente di Federmoda provincia di Rimini, Gianmaria Zanzini, rilancia con puntualità l'allarme per quello che definisce "l'ennesimo colpo al commercio tradizionale": settimane o dieci giorni di sconti che "drogano il mercato", spostando i volumi di affari verso il web e le grandi catene.
Senza dimenticare il problema di chi promuove "sconti e ribassi anche nei 30 giorni precedenti l'avvio dei saldi" e un'altra problematica conseguenza del clima mite: "Con l'abbassamento delle temperature registrato in questo ultimo weekend e quindi con un clima più consono al periodo dell'anno in cui ci troviamo – evidenzia Zanzini – auspichiamo vivamente che finalmente gli acquisti vengano indirizzati verso i capi di stagione come cappotti, maglioni, piumini a oggi invenduti per la scelta di molte persone di posticipare i propri acquisti".
A tutto questo si aggiunge il momento di congiuntura economica: l'inflazione galoppante, il caro bollette, il caro mutui. Fattori che spingono le famiglie a risparmiare. Il settore moda ha fatto registrare un -12% di vendite e le prospettive per l'inverno non sembrano essere buone: "Senza dimenticare il problema del costo degli affitti che, con questa inflazione, comporterà nuovi sacrifici per un negozio di moda già alle prese con costi di gestione assolutamente insostenibili". Si aggrava dunque la crisi per i negozi di vicinato, con il rischio di nuove chiusure e di centri cittadini "svuotati", bui e con vetrine sfitte.
Zanzini chiede allora "nuovi regolamenti di pianificazione commerciale e di tutela del tessuto economico locale e sui saldi nei negozi fisici e sul web", invitando il governo a pensare a "misure strutturali per il settore abbigliamento, tessile e calzature, oggi non più procrastinabili", in particolar modo abbassando l'iva sui prodotti di moda.
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