Truffa degli annunci "piccanti", condannati i fidanzatini dei siti d'incontri

Adescavano 'clienti' su internet e poi li derubavano

A cura di Redazione Redazione
16 novembre 2022 15:46
Truffa degli annunci "piccanti", condannati i fidanzatini dei siti d'incontri -
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Furono arrestati nel settembre 2021 per l'aggressione a danno di un 40enne riminese, avvenuta nell'agosto dello stesso anno: l'ex compagna della vittima, una 25enne rumena e il suo nuovo fidanzato, un 34enne di Rimini, sono stati condannati ieri (martedì 16 novembre) in Tribunale. Sei anni di reclusione per lei, che si trova attualmente ai domiciliari, sei anni e otto mesi per lui, recluso al carcere dei Casetti di Rimini, a fronte di una richiesta rispettivamente di 8 anni e di 8 anni e otto mesi da parte del Sostituto Procuratore Giulia Bradanini. 

Dalle indagini erano emerse anche una serie di truffe. Per sbarcare il lunario (lei era già nota per prostituirsi), i due pubblicavano inserzioni sui siti specializzati in escort, poi all'appuntamento si presentava il 34enne, chiedendo il pagamento anticipato per una prestazione sessuale che poi non veniva garantita. Per ciò che concerne l'aggressione al 40enne, quest'ultimo era stato sfregiato dalla giovane, armata di taglierino. Lei si giustificò, invocando la necessità di difendersi e lamentando di essere stata aggredita all'interno del suo appartamento, un'ipotesi però non confermata dalle risultanze investigative. 

La coppia, difesa dall'avvocato Guido Caparrini, era così a processo per sfregio (fattispecie di reato punita dalla legge 69 del luglio 2019, codice rosso), truffa, ma anche minaccia aggravata, calunnia, porto abusivo di armi, tentata estorsione.

I due infatti si erano responsabili anche di minacce, con il taglierino, nei confronti di un 50enne riccionese, fermo a bordo della propria automobile. Soffrendo di disturbi psichiatrici, si erano immaginati che il 50enne fosse stato mandato dall'ex di lei e quindi volevano farlo desistere dal perseguitarli. I disturbi psichiatrici sono stati presi in esame dal perito nominato dal gip su richiesta dell'avvocato difensore, ma dalla consulenza tecnica è emerso che non hanno inciso sulla capacità di intendere e di volere. 

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