Body Shaming dagli spalti per tutta la partita. L'amarezza del giocatore: "Questo è razzismo"
La sindaca Angelini: 'Ringrazio Thomas per aver reagito con grande dignità'
Insultato per via dell'aspetto fisico durante tutta la durata del match. Vere e proprie scene di razzismo sono andate in scena sabato 7 gennaio a Cesena durante la partita di pallacanestro in serie D tra i Dolphins Riccione e la squadra locale. Bersaglio di alcuni dei sostenitori di casa (a quanto pare da un gruppo di ragazzini) è stato il giocatore Thomas Calegari, cestista misanese in forza alla squadra della Perla Verde. Il giorno seguente alla partita Calegari non ha saputo trattenere l'amarezza provata per quanto accaduto e si è sfogato sul proprio profilo Facebook: "Faccio fatica ancora a crederci […] dopo anni di partite, campionati, tornei di vario livello ho incontrato di nuovo il razzismo".
“Le offese le accetto anche – continua Calegari – ma vedere ragazzini che praticano sport, fomentati dai genitori, inveire e insultare per 40 minuti un singolo individuo è davvero squallido. È una delusione e sconfitta per lo sport e per le loro famiglie. Eppure lo sport dovrebbe essere integrazione, totale, a 360°. Ancora di più in campionati non professionistici”.
Subito sono arrivate le scuse da parte della società cesenate di basket che ha condannato i fatti: "Ci sentiamo in dovere di porgere le dovute scuse al giocatore ospite Thomas Calegari, preso di mira con epiteti offensivi e volgari da un gruppetto di ragazzi presenti alla partita. Condividiamo pienamente il suo sfogo e la sua amarezza esattamente come la sue opinione sui valori che lo sport deve insegnare e portare sempre con se, in campo e sugli spalti. L’unica riserva riguarda la percezione di un atteggiamento da parte di adulti o genitori presenti, che avrebbero fomentato il comportamento del gruppetto in causa che invece non è avvenuto. Abbiamo infatti accertato che i pochi adulti presenti più vicini ai ragazzi si sono più volte prodigati verbalmente a redarguirli e invitandoli a smettere, evidenziando la scorrettezza dei loro epiteti nei confronti del giocatore. Ricordiamo inoltre che la Cesena Basket è più e più volte già intervenuta in tempi recenti nei confronti di alcuni dei ragazzi in questione con reprimende e nette prese di posizione, che dopo questa ulteriore spiacevole vicenda saranno ancor più drastiche per chi fosse un tesserato nelle sue squadre giovanili. Registriamo inoltre, con profondo rammarico, che lo sfogo di Thomas Calegari, del tutto involontariamente, ha stuzzicato qualche tesserato di altre società del nostro campionato a salire sul carro della reprimenda e del giudizio inopportuno e distorto nei confronti di una società che ha sempre fatto della educazione e della crescita personale dei ragazzi la priorità assoluta, ben prima dei risultati sportivi, che a determinate condizioni non intende perseguire".
Anche la giustizia sportiva è intervenuta sulla vicenda deliberando un provvedimento disciplinare a carico della società ospitante, con una multa di 225 euro.
Questa mattina (12 gennaio) a Riccione la sindaca Daniela Angelini e l’assessore allo Sport Simone Imola hanno incontrato in municipio Thomas Calegari.
"Ritengo l’episodio vergognoso – ha commentato la sindaca – e mi sento di dover scrivere queste poche righe per esprimere il mio disappunto su quello che è accaduto.
Fa piacere leggere oggi le scuse da parte del Cesena Basket che si dissocia da quello che è accaduto e voglio sottolineare che, come adulti, abbiamo una grande responsabilità educativa nei confronti dei giovani. Come genitori, allenatori e adulti abbiamo quindi, se assistiamo a fatti di questo tipo, il dovere di riprendere i ragazzi, soprattutto giovanissimi, addirittura minorenni come in questo caso, perché lo sport è prima di tutto divertimento e socialità.
Ci tengo a esprimere la mia solidarietà a Thomas e a rimarcare che lo sport ha davvero un compito anche educativo verso i giovani. Ritengo fondamentale, come ha fatto Thomas, denunciare pubblicamente questi fatti perché è importante combattere sempre e fin da subito il body shaming nello sport e in ogni aspetto della vita. La discriminazione dell’aspetto fisico va sempre contrastata: l’obiettivo principale dello sport deve essere quello dell’inclusione di persone senza differenze.
Ringrazio Thomas per il grande esempio dato e per aver reagito con grande dignità. Il suo messaggio di amore per lo sport e la difesa del rispetto verso gli avversari sono lì a ricordarci che è solo così che si vince veramente. Ha ragione Thomas: ha vinto lui, non essendo sceso al livello di chi lo stava offendendo. Spezza il cuore leggere il suo post in cui denuncia il crollo della sua fiducia nella razza umana: soltanto contrastando insieme questi episodi possiamo farla risalire. Glielo dobbiamo" ha concluso la sindaca Daniela Angelini.
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