Concessione Balneari: l’Europa vieta il rinnovo automatico. Tra gli operatori rimane ottimismo

Il presidente di Confartigianato Imprese Demaniali Vanni vede spiragli e chiede certezze per il futuro delle Spiagge

Mauro Vanni

E' ottimista Mauro Vanni presidente di Confartigianato imprese demaniali commentando quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Ue. Il “non rinnovo automatico” delle concessioni demaniali non è una sorpresa. Anche perché le questioni in ballo, se affrontate “di petto” dal Governo, potrebbero davvero portare a risultati importanti per la categoria. “Uno spiraglio” l'ha definito Vanni che spiega “Tra i temi di discussione che il nostro sindacato ha sempre sostenuto (e c'è stata un'apertura da parte dell'Unione Europea), è che la valutazione della scarsità o meno delle risorse sul demanio marittimo, è a discrezione dello Stato. Se il Governo” continua Vanni “decide che non c'è scarsità di risorsa si può uscire, attraverso l'art. 12 della direttiva Bolkestein, da quelle che in gergo si chiamano 'aste', ma si possono fare assegnazioni trasparenti ed omogenee senza dover rientrare nella Bolkestein. Questa è un'apertura molto importante“.

Un altro elemento significativo è quello “di valutare se il valore delle nostre concessioni sia 'transfrontaliero', cioè se è un valore tale per cui è necessaria la procedura di evidenza pubblica. Anche qui a discrezione del Governo. Due elementi molto importanti” continua Vanni “se il Governo decide di aiutare la categoria”.

Il Governo può riconoscere il 'legittimo affidamento': le imprese antecedenti alla Bolkestein si sono 'fidate' della legge dello Stato e su quella base hanno fatto degli investimenti “e gli va riconosciuto 'il danno subito'.  
“Altro elemento” continua Vanni “è che va riconosciuto il valore dell'impresa al Concessionario uscente qualora non potesse più rinnovare”.

Quanto uscito dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue “è molto importante” dice ancora Vanni “se il Governo vuole aiutare le imprese e famiglie. Ci sono i margini per difendere le imprese esistenti e nello stesso tempo armonizzare le concessioni demaniali secondo le norme e le sentenze europee”.
Uno spiraglio, afferma Vanni in un momento in cui “la Spiaggia è diventata una questione partitica tra gli schieramenti. L'Italia deve ragionare con l'Europa e vedere serenamente quali sono gli spazi di manovra tali per garantire la trasparenza delle concessioni e la messa in sicurezza delle imprese che hanno investito”.

In audio Mauro Vanni intervistato da Riccardo Valentini

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