Piano dell'energia in provincia di Rimini: consumi e buone pratiche

Il bilancio energetico della Provincia di Rimini fotografato al 2010 fa segnare un consumo finale pari a 817 ktep (1 ktep equivale a 1000 tonnellate di petrolio). Tale fabbisogno è coperto per il 33,0...

A cura di Redazione Redazione
28 febbraio 2012 09:57
Piano dell'energia in provincia di Rimini: consumi e buone pratiche -
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Il bilancio energetico della Provincia di Rimini fotografato al 2010 fa segnare un consumo finale pari a 817 ktep (1 ktep equivale a 1000 tonnellate di petrolio). Tale fabbisogno è coperto per il 33,05% dal petrolio, per il 46,14% dal gas naturale, per il 17,87% dall’energia elettrica e solo per il 3,06% dalle fonti rinnovabili.
Il costo complessivo di questi consumi ammonta a circa 350 milioni di euro.
L’industria consuma energia il 17,23% del totale, i trasporti il 26,53%, il terziario il 20,75% (di cui il turismo 6,22%), il residenziale incide del 35,22% e  l’agricoltura solo dell’1,26%.
Il primo Piano di Azione Provinciale per la Promozione del Risparmio Energetico e delle Fonti Energetiche Rinnovabili (PARFER), analizza lo scenario in cui si trova il territorio della Provincia di Rimini e definisce gli obiettivi che da qui al 2020 devono essere raggiunti per rispettare i target fissati dall’Unione Europea nel Pacchetto Energia del 2009 e recepiti dal Governo italiano.
Il Piano Provinciale  definisce il quadro degli obiettivi da raggiungere, tenendo conto, da un lato del grado di maggiore efficienza che viene progressivamente raggiunto (per cui a parità di domanda calano in maniera tendenziale i consumi); dall’altro dell’incremento delle quote di produzione di energia da fonte rinnovabile.
E’ inoltre necessario prevedere azioni che riducano i consumi, sia attraverso il risparmio energetico, che attraverso specifiche misure normative. Si veda ad esempio quanto prevedono le norme nel settore dell’edilizia residenziale e quanto deve essere fatto nel settore dei trasporti: la mobilità sostenibile è un obiettivo fondamentale per ridurre i consumi, risparmiare e migliorare la qualità dell’aria in maniera seria e con risultati da perseguire con politiche rigorose.
Va tenuto presente che senza azioni che possiamo definire “virtuose”  i consumi salirebbero al 2020 a 1139 kTep, quasi il 40% in più degli attuali, mentre le rinnovabili rimarrebbero confinate a poco più del 3%.
Nelle previsioni del Piano, attraverso le azioni da intraprendere, al 2020 invece il consumo finale si attesterà 899 kTep, ovvero circa il 10% in più di quanto consumato nel 2010, con le rinnovabili che aumentano al 17% del totale del fabbisogno energetico.
Per capire l’importanza del risparmio energetico basterebbe segnalare che se raggiungessimo l’obiettivo della riduzione dei consumi del 20%  risparmieremmo 70 milioni di euro l’anno che da qui al 2020 produrrebbero minori costi per 560 milioni di euro, una cifra che consentirebbe notevoli investimenti  nel settore del commercio e del turismo, settori energivori della nostra economia.
E’ importante far notare che per raggiungere l’obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili, prevede di avere alla data del 2020, 2 MW di idroelettrico, 153 di fotovoltaico, 2 MW di solare termico, 18 MW di eolico (nonostante che qualcuno affermi impropriamente che esso non sia previsto),  116 di biomasse.  Va da sottolineato ancora una volta come leggi e normative vigenti non dispongano che siano gli Enti provinciali ad indicare dove e come realizzare gli impianti.
Nell’incontro di ieri il Comune di Bellaria Igea Marina, di San Leo, di Montegridolfo, l’Ikea e l’Anci ER hanno presentato  le proprie “buone pratiche”, nella convinzione che queste iniziative possano essere replicate negli altri Comuni della provincia.
Tra le principale azioni promosse dal Piano Provinciale, in accordo con gli assi di intervento del Piano Regionale, possiamo citare:
Attivazione di specifici accordi e protocolli; il sostegno a progetti di ricerca e innovazione; lo sviluppo dell’Energy management negli enti pubblici e nelle imprese medio – grandi e nelle aree produttive; lo sviluppo Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate – Apea; la riqualificazione edifici pubblici e privati; la Riqualificazione energetica urbana e territoriale.
Ed inoltre le azioni per i finanziamenti e incentivi sulla base degli Assi del Piano Energetico Regionale. Un attenzione particolare merita il miglioramento del Trasporto Pubblico Locale.
Interventi di comunicazione e diffusione buone pratiche

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