Chiude la sede riminese dello Zincaturificio Romagnolo: i sindacati accusano
In una nota la Fiom Cgil di Rimini segnala che lo Zincaturificio Romagnolo chiudera’ lo stabilimento di Rimini proprio dalla giornata di oggi. Gli operai saranno messi in cassa integrazione a zero ore...
In una nota la Fiom Cgil di Rimini segnala che lo Zincaturificio Romagnolo chiudera’ lo stabilimento di Rimini proprio dalla giornata di oggi. Gli operai saranno messi in cassa integrazione a zero ore e la notizia e’ arrivata con un preavviso di mezza giornata. Nella nota seguente, i sindacati puntano il dito verso i proprietari accusati di chiudere lo stabilimento riminese per crisi, ma di aprirne un altro in provincia di Pesaro.
Di seguito la nota stampa della Fiom Cgil di Rimini
A quanto pare allo ZINCATURIFICIO ROMAGNOLO, o meglio per i loro proprietari, non è abbastanza chiudere lo stabilimento di Rimini e lasciare senza lavoro tutti i dipendenti. Hanno deciso di aggravare ulteriormente il disagio sociale anticipando la cessazione dell'attività a oggi Giovedì 12 Aprile lasciando tutti in Cassa integrazione a zero ore. Cosa è successo?
Diceva qualcuno:”a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende”. Ormai tutti sanno, a cominciare dai lavoratori, che lo Zincaturificio chiude a Rimini ma apre a Fermignano in provincia di Pesaro. Ed è stato scoperto NONOSTANTE LA PROPRIETA' L'ABBIA TENUTO NASCOSTO, e anzi i f.lli Rossi (proprietari dei 2/3 dello Zincaturificio di Rimini, e di quelli di Torriana e di Fermignano) han provato a far credere che proprio erano talmente in crisi che non ce la facevano ad andare avanti con l'attività.
Invece, a quanto pare, non solo portavano il lavoro dallo Zincaturificio di Rimini a quello di Torriana, mentre i lavoratori di Rimini stavano in Cassa Integrazione, ma facevano anche investimenti sostanziosi per avviare l'attività di zincatura a Fermignano.
E oggi? Bè oggi ci sono due elementi che, secondo i lavoratori, han portato a chiudere l'attività in anticipo e senza preavviso, perché l'azienda aveva detto che sarebbe andata avanti fino ale 22 Aprile, e invece ieri a mezzogiorno è stato detto a tutti che da oggi non ci sarà niente da zincare e quindi possono stare a casa:
• il primo è la convocazione per Venerdì 13 Aprile alle 11,30 in Provincia per l'esame congiunto per la Cassa Integrazione Straordinaria richiesta per cessata attività, e presumiamo che si vogliano presentare davanti alle Istituzioni come quelli che non hanno proprio più il lavoro e non possono fare altro che chiudere;
• il secondo è che gli scioperi fatti dai lavoratori la scorsa settimana han dato fastidio, mentre il lavoro può essere portato a Torriana che lì nessuno dice niente, e anzi lavoravano anche sabato scorso! (a detta di chi sabato è passato da Torriana…)
Conclusione: a Rimini 21 lavoratori lasciati completamente a casa da domani, futuri disoccupati; mentre a pochi chilometri da qui la stessa proprietà ha lavoro anche per il sabato e appena fuori provincia sempre le stesse persone dimostrano con l'apertura del nuovo impianto che economicamente NON CI SONO DIFFICOLTA'.
E' possibile accettare tutto questo? Per i lavoratori NO! E neanche per la FIOM CGIL. Ma ci si chiede: “cosa ne pensano le Istituzioni?” I lavoratori dovranno affrontare da soli questa situazione? E' una questione “solo” sindacale?
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