Operazione Titano, 5 in manette nel riminese: erano basisti per il clan
Facevano da basisti per il clan dei casalesi di Acerra i 5 riminesi arrestati all'alba nell'operazione 'Titano' del nucleo operativo dei carabinieri di Caserta coordinato dalla Dda di Napoli: 24 ordin...
Facevano da basisti per il clan dei casalesi di Acerra i 5 riminesi arrestati all'alba nell'operazione 'Titano' del nucleo operativo dei carabinieri di Caserta coordinato dalla Dda di Napoli: 24 ordini di custodia cautelare eseguiti e 40 persone indagate per associazione di tipo mafioso, riciclaggio attraverso società di capitali a San Marino e spaccio di stupefacenti. I riminesi arrestati sono Roberto Bellarosa, imprenditore di 51 anni, residente a Riccione, Guido Montebelli, 54, di San Clemente, dove ha gestito una pensione ora chiusa dopo aver avuto un bar a Riccione fino al 2011, Roberto Santirocco, 41, nato a Bari, ma residente a Riccione, Laureta Lufo, 39, albanese di origine ma residente a Riccione, e Erjon Saliu, albanese di 30, residente a Rimini. Tutti e 5, per gli inquirenti napoletani, in più occasioni, si sarebbero prestati a detenere ingenti quantità di stupefacenti e anche all'occorrenza armi per il clan di Carmine Schiavone, figlio di Francesco "Sandokan" Schiavone. Montebelli ad esempio – secondo il gip che ne ha ordinato l'arresto – aveva messo a disposizione il suo bar riccionese per far nascondere la droga destinata allo spaccio in Riviera, durante i periodi di maggiore afflusso turistico. Tra i carichi di droga stoccati nel bar di Riccione, forniti da Francesco Agostinelli (di Fano) e Francesco Sinatra, e documentati dai carabinieri, c'é quello per la feste di fine anno del 2009. Montebelli poi con la 39enne albanese erano addetti anche a detenere le armi del clan. Bellarosa e Santirocco si occupavano anche di spacciare al dettaglio lo stupefacente. Tra i 40 indagati nell'operazione 'Titano' compaiono nuovamente i nomi di Livio Bacciocchi, notaio e avvocato sammarinese che di fatto gestiva la finanziaria Fincapital, quello di Oriano Zonzini, direttore Fincapital alle dirette dipendente di Bacciocchi e Roberto Zavoli, l'imprenditore edile sammarinese che aveva intrattenuto diversi rapporti d'affari con Francesco Vallefuoco. Lo stesso Vallefuoco è indagato sia dalla Dda di Bologna che da quella di Napoli e già detenuto per essere il mediatore degli affari dei 'casalesi. A Vallefuoco l'arresto è stato infatti notificato in carcere. Secondo questa nuova inchiesta della Dda napoletana, gli affari della Fincapital erano seguiti personalmente da Carmine Schiavone che "vigilava" anche sulla vendita degli appartamenti costruiti da Zavoli con i soldi della finanziaria Fincapital che ripuliva di fatto quelli del clan dei casalesi. Sono quindi scattati i sequestri preventivi, oltre di una Ferrari Scaglietti, targata San Marino e riconducibile alla Fincapital, anche di 5 villette a Montegrimano Terme, in provincia di Pesaro, ma a ridosso del confine sammarinese, sempre riconducibile alla finanziaria gestita da Bacciocchi.
ANSA
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