Rimini: Gnassi, ok ai rinforzi di polizia, ma male le tempistiche

In una nota stampa, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi interviene in merito al tema dei rinforzi di Polizia inviati dal Viminale in occasione del periodo estivo. La città di Rimini ha da sempre avuto...

A cura di Redazione Redazione
04 luglio 2013 13:58
Rimini: Gnassi, ok ai rinforzi di polizia, ma male le tempistiche -
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In una nota stampa, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi interviene in merito al tema dei rinforzi di Polizia inviati dal Viminale in occasione del periodo estivo. La città di Rimini ha da sempre avuto il problema della mancanza di agenti locali delle forze dell'ordine, che durante il periodo estivo, con il rilevante afflusso di turisti che assalgono la riviera romagnola, si ritrovano a corto di uomini. E' questo il motivo per cui, sino a pochi anni fa, fin dal mese di maggio, giungevano da Roma rinforzi per aiutare le forze del'ordine riminesi, costrette a fare i salti mortali per fronteggiare la criminalità, che in estate raggiunge il picco massimo. Negli anni l'arrivo di agenti dalla capitale ha continuato a rallentare, tant'è vero che la città rimaneva in difficoltà sul piano della sicurezza fino ad estate inoltrata. Anche se a Roma vi è stata una presa di coscienza della situazione attuale, tuttavia – secondo il primo cittadino riminese – le tempistiche degli interventi di aiuto potrebbero, e dovrebbero, migliorare.  

Dichiarazione del sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Sul problema sicurezza va detto che da Roma, nelle ultime ore, è arrivato un segnale di attenzione nei confronti del nostro territorio: l’arrivo disposto dal Viminale di 109 agenti a supporto degli organici delle forze dell’ordine locali, è sicuramente un modo per riconoscere la realtà complessa di Rimini e la sua dimensione ‘metropolitana’, con le milioni di presenze che si contano nei mesi estivi, nonché la visibilità che a tutti gli effetti fa di questa città una ‘vetrina’ nazionale.

Se da una parte non possiamo che plaudere all’implementazione degli organici di polizia, dall’altra non possiamo fare a meno di esprimere più di una perplessità per quanto riguarda le tempistiche. Ogni anno infatti l’invio degli agenti slitta sempre più là nel tempo, sino ormai a lambire l’estate avanzata. Siamo consapevoli delle difficoltà nazionali in riferimento alle dotazioni di personali e logistiche di sicurezza, ma è chiaro che lo slittamento dei rinforzi di polizia va a incidere sull’attività di prevenzione di alcuni fenomeni di illegalità che ‘aggredisce’ il territorio, a partire dall’abusivismo commerciale. Non a caso sino a pochi anni fa, una prima tranche dell’incremento degli organici delle forze dell’ordine in Riviera avveniva già nel mese di maggio. Dando così il tempo alle attività di contrasto e di intelligence di dispiegare omogeneamente e strutturalmente la loro strategia sul breve, medio e lungo periodo. Nei mesi scorsi io stesso avevo fatto appello in questa direzione, appello che è stato recepito solo parzialmente. Anche quest’anno infatti gli agenti arrivano nella seconda settimana di luglio, a stagione inoltrata, senza considerare poi i tempi ‘fisiologici’ che serviranno agli agenti per organizzarsi e prendere piena dimestichezza col territorio. Questo slittamento nell’invio dei rinforzi ci impedisce di mettere in campo in maniera efficace tutte quelle azioni di prevenzione e di presidio che sono indispensabili, soprattutto sul fronte del contrasto all’abusivismo commerciale. A mero titolo esemplificativo, sarebbe come se si inviassero gli agenti a presidiare uno stadio di calcio quando ormai la partita (di “cartello”) è finita. Per questo, e ancora una volta, rivolgo un plauso alla Polizia, ai Carabinieri, alla Polizia Municipale che, grazie al coordinamento del Prefetto, hanno fatto e continueranno a fare senza particolare sostegno da Roma i salti mortali per garantire il presidio e la sicurezza sul territorio, soprattutto in estate.

Questo non significa che, come Amministrazione comunale, non si debba fare di più ma è necessario fornire a chi amministra gli strumenti per intervenire. Ai sindaci si chiede di garantire la sicurezza sul territorio, allo stesso tempo però le leggi italiane non danno alle amministrazioni i poteri reali per intervenire sull’ordine pubblico, con gli amministratori che si ritrovano ordinanze anti-prostituzione rigettate e mani legate su diversi altri fronti. Chi salirebbe su un ring con entrambe le mani legate?”.   

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