Rimini, confermata condanna a stalker napoletano. Minacciò anche un giornalista del Corriere Romagna

Confermata dalla Cassazione la condanna a cinque anni di reclusione per un napoletano di 38 anni residente a Rimini, A.M., per una serie di reati ai danni della sua ex ragazza, tra i quali lo stalking...

A cura di Redazione Redazione
16 settembre 2013 16:34
Rimini, confermata condanna a stalker napoletano. Minacciò anche un giornalista del Corriere Romagna -
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Confermata dalla Cassazione la condanna a cinque anni di reclusione per un napoletano di 38 anni residente a Rimini, A.M., per una serie di reati ai danni della sua ex ragazza, tra i quali lo stalking, e dei familiari della giovane che aveva messo fine alla loro convivenza.

Per la gravità degli atti persecutori commessi dall'uomo e per la richiesta del suo arresto, della vicenda diede notizia tra gli altri anche un giornalista del 'Corriere di Romagna', al quale A.M. fece pervenire una forte minaccia andando di persona nella redazione riminese della testata e lasciando a una sua collega, non avendolo trovato, il messaggio "che non gli avrebbe più fatto vedere i figli" se non avesse scritto articoli a lui favorevoli. Anche per questo reato (tentata violenza privata), A. M. è stato condannato dai supremi giudici che rilevano come il comportamento dello stalker nei confronti del giornalista abbia avuto "carattere minaccioso, senza alcuna possibilità di trovare giustificazioni alla condotta nei limiti espressivi dell'imputato". Questi aveva infatti cercato di sostenere che quella frase non era da prendere sul serio in quanto dovuta alla sua "scarsa capacità linguistica, spiccia e sbrigativa". Per questa sequela di crimini, A. M. era stato arrestato nel febbraio 2008 per sequestro di persona aggravato, lesioni personali aggravate, minaccia, violenza privata, diffamazione, rapina, danneggiamento, molestia, accensioni ed esplosioni pericolose, interferenze illecite nella vita privata. Secondo le indagini, aveva tenuto la ragazza segregata in casa per alcune ore, picchiandola e facendola aggredire dal suo 'rottweiler'. Ancora, l'aveva minacciata di morte puntandole contro una pistola, aveva scritto sui muri dell'abitazione della ex frasi offensive, l'aveva perseguitata con sms osceni. Aveva anche gettato due grossi petardi nel cortile di casa della ragazza e installato telecamere che riprendevano immagini del domicilio della vittima che poi lo stalker visionava su un monitor. Infine, le aveva incendiato l'auto a San Valentino. Oltre a prendersela con il cronista del 'Corriere di Romagna', A.M. aveva inoltre costretto un teste a ritrattare la testimonianza contro di lui obbligandolo ad 'autoaccusarsi' del falso dai carabinieri e lo aveva poi schiaffeggiato. Per motivi di privacy e di tutela della principale parte lesa, la stessa Cassazione ha disposto l'oscuramento delle generalità delle persone coinvolte in questo caso. 

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